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Mandatoriccio (Cosenza) - La preghiera: 'Forza' dell'uomo e 'Debolezza' di Dio


di DON MICHELE ROMANO - È sempre la Preghiera che deve sostenere e alimentare la nostra Fede. Nel Vangelo, la Parabola del Giudice "Disonesto" (Lc 18, 1-8), ha proprio lo scopo di mostrarci "la necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai" (v 1), sull'esempio della Vedova, che chiede con insistenza al Giudice iniquo, che le venga fatta giustizia: "E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? (v 7a). Come del resto è accaduto con Israele, quando Dio disse a Mosè: "Ho sentito il pianto, il lamento del mio popolo". Il Signore che ha ascoltato la Preghiera del suo popolo, che ha "sentito" nel suo cuore, che i suoi eletti soffrivano, ha fatto sì che "il Mar Rosso divenisse una strada senza ostacoli... e coloro che la tua mano proteggeva, passarono con tutto il popolo" (Sap 19, 7-8). Questa è la vera forza dell'uomo: la Preghiera! Anche "la Preghiera dell'uomo umile, è la debolezza di Dio", dirà Sant'Agostino. Il Signore è debole, soltanto per questo, è debole in confronto alla Preghiera di chi lo invoca. Ecco allora l'invito ad essere come la Vedova del Vangelo: coraggiosa nel pregare, chiedere, bussare con insistenza al cuore di Dio, ogni giorno! Dio si lascia vincere solo dalla nostra Preghiera: dona a chi prega, conforta chi prega! La "perseveranza" nella Preghiera, orienta l'Anima a Dio, accresce il senso dell'umiltà, accende in noi, l'Amore. Anche Gesù, nei Vangeli, quante volte, dinanzi alle suppliche di Malati: "Signore, se vuoi puoi guarirmi", siano stati essi: paralitici, lebbrosi, ciechi, zoppi, storpi..., considerati "impuri" ed inavvicinabili dai loro simili, per non contrarre impurità rituale, Gesù, "mosso a compassione", non si arrestava neanche davanti ai Farisei infuriati, che vedevano infrangersi il sacrosanto riposo Sabbatico, e l'intoccabile suprema Legge dei 613 precetti, perché si schierava sempre dalla parte dei poveri "rifiuti umani", considerati tali, perché colpiti da mali invalidanti e "vergognosi", che per questo, erano considerati "impuri" dalla società, ai quali non rimaneva più niente, se non una fiducia totale ed incondizionata nel loro Maestro e Signore. Anche noi, oggi, dobbiamo fare nostra, la Preghiera del Salmista: "Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto" ( Sal 138, 3a). Sia questa la nostra certezza: Abbiamo un Padre che sempre ci ascolta: Quando ci sentiamo afferrati dalla disperazione, quando la vita diventa insopportabile, quando le difficoltà sembrano insormontabili, Preghiamo: "Padre Nostro...!" Quando non possiamo più contare su nulla e su nessuno, quando gli amici ci abbandonano e se ne vanno a uno a uno, e nessuno ci dà più una mano; quando ci ritroviamo vuoti, soli, stanchi, e delusi, Preghiamo: "Padre Nostro...!" Quando ci sembra di aver perso tutto, e di aver toccato il fondo, ci rimane sempre e solo questa possibilità: Pregare il "Padre nostro", perché Lui è la nostra Salvezza, e certamente la nostra Preghiera non resterà inascoltata!Forse non sempre sapremo esprimerci bene; forse non sempre sapremo trovare le parole adatte per una degna Preghiera. Non importa! In Cielo c'è sempre un Padre, che ci conosce bene, e comprende tutte le nostre situazioni, anche quelle più ingarbugliate e disperate. Possiamo essere anche Cristiani deboli e peccatori, ma Dio non disdegna le nostre richieste, e mai si mostra annoiato o infastidito dalle nostre suppliche; al contrario, di una sola cosa, tuttavia, si dispiace e si rammarica: del nostro silenzio e della nostra indifferenza! Pertanto, buona Preghiera a tutti, con l'augurio di trascorrere una serena giornata.


di A cura della Parrocchia "San Giuseppe" Mandatoriccio Mare | 05/02/2024

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