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Mandatoriccio (Cosenza) - Abbiate coraggio!


di DON MICHELE ROMANO - Nonostante le tante difficoltà, che ci attanagliano nella vita, le parole di Gesù, nel Vangelo di oggi (Gv 16, 29-33), ci invitano ad avere fiducia in Lui: "Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!". Come Gesù, con la sua Passione, Morte e Risurrezione, ha raggiunto la Vita eterna, quella Vita, che non conosce più limiti e difficoltà, così anche noi, che siamo di Cristo, nella logica del mistero Pasquale, superiamo tutte quelle "morti" e "risurrezioni", che tante volte, siamo costretti ad accettare, nostro malgrado, nel nostro percorso di vita, come: la "morte" di un amico caro, la "separazione" da una persona amata, il "fallimento" di un progetto, le tante nostre "limitazioni", causate dalla nostra fragilità umana. Tuttavia, ci ricorda San Paolo: "Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori, grazie a Colui che ci ha Amati" (Rm 8,37). Cristo ci ha dato la prova suprema dell'Amore e della Fedeltà, donando la sua vita per tutti noi. Oggi ci chiama ad essere "suoi" Amici. Ma si sa, l'Amico vero, si riconosce nel momento della prova. Quando tutto va per il verso giusto, è fin troppo facile professare amicizie, e garantire fedeltà. Gesù, che non si lascia lusingare da facili professioni di fede, è costretto a ribadire ai suoi, un concetto, che è di difficile assimilazione, ovvero la loro imminente defezione: "Ecco, viene l'ora..., in cui mi lascerete solo" (v 32). Quante volte, anche noi, vittime del nostro orgoglio presuntuoso, ci illudiamo di aver raggiunto una fede ed una sicurezza incrollabili, confidando nelle sole nostre forze, illudendoci di essere arrivati alla "verità tutta intera", per rimanere, poi, vittime, della nostra stessa presunzione. 
Gli stessi Apostoli sperimenteranno questa sofferenza e delusione, infatti, si disperderanno tutti, lo rinnegheranno (Pietro), e lo tradiranno (Giuda). Anche per ciascuno di noi, verrà un "ora", in cui siamo chiamati a testimoniare a caro prezzo la Verità, e spesso saremo colti di sorpresa, perché non siamo preparati a sopportarne il peso. Quante "fughe" da responsabilità, tradimenti di persone amate, di consacrati/e, di ministri e pastori. La causa, è sempre da ricercare nel fatto  che siamo "staccati" dalla Vite, e così, privi del dono dello Spirito, inevitabilmente, soccombiamo, sotto quei pesi, che ci siamo creati, con le nostre stesse mani. È proprio allora, che ciascuno di noi,  si costruisce una sua "tomba": È quì che "muore" il cristiano, il sacerdote, lo sposo, la consorte, i figli, ecc. È così che ci costruiamo Il "Sepolcro dell'Amore". Rifugiamo, pertanto, da tanta solitudine e presunzione, riscopriamo la bellezza della sequela a Lui, a Gesù Maestro, che ha vinto il mondo con l'Amore: alle ricchezze ha preferito la fedeltà, agli onori l'umiltà e la Croce. Gesù è una persona "seria", ha scelto nella vita ciò che conta e non l'effimero. Accogliamo, perciò, il suo grido di vittoria, che conclude questo secondo ed ultimo discorso di Gesù, nell'ultima sua Cena:  "Abbiate coraggio; io ho vinto il mondo" (v 33b). Buon tempo Pasquale.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 30/05/2022

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