È stata una giornata di grande gioia e di profonda partecipazione quella vissutadalla comunità ecclesiale di Spezzano Albanese, in occasione della riapertura e benedizione della Chiesa di Maria Santissima del Carmine, al termine di un importante percorso di restauro.
La solenne celebrazione eucaristica, presieduta dall'Arcivescovo di Rossano - Cariati, mons. Maurizio Aloise, ha segnato un nuovo inizio per questo luogo particolarmente caro alla comunità, che torna così ad accogliere i fedeli e a essere nuovamente luogo di preghiera, celebrazione e incontro.
Prima della benedizione della chiesa, l’Ufficio Tecnico della Diocesi, nella persona del Vice Direttore arch. Antonio Aprelino, ha proceduto alla consegna all’Arcivescovo della chiesa restaurata e del giornale dei lavori, quale testimonianza del percorso compiuto per restituire l’edificio al culto e alla comunità.
Il recupero è stato possibile grazie al finanziamento ottenuto attraverso i fondi dell’8xmille, con il fondamentale accompagnamento e la supervisione dell’Ufficio Tecnico Diocesano, che ha seguito l’iter dei lavori. Nel corso della celebrazione è stato espresso un sentito ringraziamento a quanti, a diverso titolo, hanno contribuito alla realizzazione dell’intervento: dall’Ufficio Tecnico alle maestranze, alle ditte e a tutti coloro che hanno collaborato al restauro.
"Oggi non riapriamo soltanto una chiesa fatta di pietre". Nel corso della sua omelia mons. Aloise ha sottolineato il significato profondo della giornata, andando oltre il valore materiale della riapertura dell’edificio.
«Oggi non riapriamo soltanto una chiesa fatta di pietre. Oggi il Signore ci ricorda che la vera Chiesa siamo noi», ha evidenziato l’Arcivescovo, richiamando il valore della comunità cristiana come autentico luogo vivo della presenza di Dio. Le pietre, i muri, l’altare e l’intero edificio, ha ricordato Mons. Aloise, rappresentano la fede di tante generazioni e la preghiera di tante persone che in questo luogo hanno incontrato il Signore. Ma una chiesa, per quanto bella, «rimane soltanto un edificio se dentro non c’è una comunità viva".
Da qui l’invito rivolto a tutta la comunità a fare della riapertura non soltanto un momento celebrativo, ma una rinnovata occasione di impegno, fraternità e testimonianza.
La giornata ha avuto un ulteriore e significativo motivo di festa con la celebrazione del Sacramento della Confermazione, amministrato nel corso della Santa Messa a un gruppo di 46 giovani della comunità.
Rivolgendosi ai cresimandi, l’Arcivescovo ha evidenziato la particolare coincidenza tra la riapertura della chiesa e il loro ingresso più consapevole nella vita della Chiesa: "Questa chiesa di pietra riapre al culto e voi oggi diventate, in modo ancora più consapevole, pietre vive della Chiesa di Cristo".
La Cresima, ha spiegato Mons. Aloise, non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa che chiama i giovani a una fede personale e consapevole. La professione di fede, celebrata nel giorno della Confermazione, diventa così una scelta e una responsabilità: vivere il Vangelo nella quotidianità, nelle famiglie, nella scuola, nelle amicizie e nella società.
Richiamando le parole di San Paolo – "Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù" – l’Arcivescovo ha invitato i ragazzi a imparare a guardare la vita con gli occhi di Gesù, attraverso l’amore, il perdono, il servizio e l’attenzione verso gli altri.
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