di LETIZIA GUAGLIARDI - Fine anno scolastico: tempo di bilanci. Com’è andata? Il viaggio nel mare della scuola – lo sappiamo – non è sempre calmo e il vento non può essere sempre favorevole ma sappiamo anche che la curiosità di conoscere cose nuove, l’entusiasmo di fare belle scoperte e la voglia di approdare in misteriose isole inesplorate sono più forti di tutto questo. A ogni vento contrario – per quanto mi riguarda – ho cambiato la rotta programmata alla partenza; ogni tempesta ha messo alla prova le mie fragilità ma ha evidenziato anche i miei punti di forza. E ci sono state anche avarie al motore, repentini peggioramenti delle condizioni metereologiche e perfino errori nelle manovre ma io e tutti gli insegnanti sappiamo che dobbiamo essere pronti ad affrontare qualsiasi evenienza. Mi è capitato di guardare l’infinito e a volte ne ho avuto timore. Ho visto le acque incresparsi, ho avuto nostalgia della terraferma e sono stata tentata di interrompere il viaggio. Ci sono stati grossi pesci che hanno accerchiato la mia barchetta e ho dovuto lottare per proseguire, ho persino incontrato scogli minacciosi che però, navigando, ho imparato ad evitare. Ma…
Ma ci sono stati anche colori meravigliosi, emozioni inaspettate, sensazioni profonde, cose nuove da imparare. Così è nella vita. Così è nella scuola.
La voglia di conoscere, di scoprire e di sperimentare ha contrastato i venti e le burrasche ed è stata questa a spingere le vele di noi insegnanti.
Andare per mare è una sfida e lo è anche ogni anno scolastico. Soprattutto perché sfidiamo noi stessi, affrontiamo e superiamo le prove e ci miglioriamo. L’importante è sapere dove approdare, alla fine del viaggio, avere degli obiettivi da raggiungere, dei progetti da realizzare. Tutti insieme, perché altra cosa importante è l’equipaggio, fare squadra, dividersi i compiti e rispettare quelli degli altri.
Il titolo di questo articolo si riferisce a un nuovo primo premio conquistato dal “Majorana” di Corigliano -Rossano, il concorso a cui ho partecipato insieme ai miei studenti Martina Salerno, Giovanni Gallina e Antonio Sardignolo. Il progetto è “Ragazzi in Aula”, nel nome di Fabiana Luzzi, la giovane sedicenne barbaramente uccisa a Corigliano Rossano nel 2013, promosso dal Consiglio Regionale, dall’ufficio del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, dall’ufficio scolastico regionale e dalle Consulte studentesche provinciali della Calabria. Bellissimo il tema scelto quest’anno: “Calabria da scoprire: borghi, tradizioni e personaggi”. Abbiamo partecipato per la prima volta e abbiamo vinto alla grande, aggiudicandoci il primo posto nella categoria riservata alle Scuole Secondarie di secondo grado. Venerdi 14 giugno c’è stata la premiazione nella sala Monteleone di Palazzo Campanella a Reggio Calabria. Oltre 250 elaborati pervenuti da scuole di tutta la regione. Nove i vincitori, tre classificati per ciascuna categoria: Disegno per le scuole primarie, Fotografia per le scuole secondarie di primo grado e Video per quelle di secondo grado. Il nostro primo premio: un assegno di 1500 euro alla nostra scuola – l’IIS “E. Majorana” di Corigliano-Rossano e un viaggio di tre giorni in alcuni dei posti più belli della Calabria per me e per i miei tre studenti.
Al tavolo con il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso e con la responsabile per l’Usr delle Consulte studentesche provinciali della Calabria Franca Falduto, anche Maria Stefania Lauria ed Ernesto Francesco Alecci, rispettivamente segretaria generale e segretario questore del Consiglio regionale della Calabria. L’incontro è stato moderato dal giornalista Giorgio Neri. Ha inviato un video messaggio, perché fuori per altri impegni istituzionali, il garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza della regione Calabria, Antonio Marziale.
Una scuola senza una visione e senza una missione è soltanto un edificio.
Senza una visione, si rimane in balìa delle onde, sottomessi ai venti e alle tempeste. Se si ha una visione, invece, anche se viene un vento forte a distoglierci dalla meta, saremo sempre in grado di creare un percorso alternativo perché nella nostra mente è ben impresso l’obiettivo da raggiungere.
Una scuola con una grande visione è un corpo che si muove, che va avanti, che crea connessioni e collegamenti, che si assume dei rischi, che sa vedere ciò che di bello, di buono e di utile si scorge all’orizzonte, che non si lascia scoraggiare da quello che ancora non c’è, che accetta le sfide e ne propone di nuove. Soprattutto, è un luogo che si anima, ogni giorno, di persone entusiaste, fiduciose e attive. Un posto in cui si intrecciano pensieri, idee, sensazioni, emozioni, riflessioni e sogni. In altre parole… VISIONI.
Avere delle visioni significa vivere per uno scopo (avere tanti obiettivi ma nessuno scopo non ha senso). Significa scoprire il proprio dono e condividerlo con gli altri. Significa apprezzare la vita e dare un significato a ogni gesto quotidiano. Significa avere speranza e motivazione. Significa essere utili. Significa accorgersi delle opportunità che si presentano davanti a noi e sapere dove attingere il coraggio e la determinazione per affrontare le sfide. Significa vedere la bellezza intorno a noi nonostante le apparenze. Significa amare noi stessi e gli altri. Significa sperimentare e superare la paura dell’impegno e dei sacrifici. Significa vivere con pienezza e consapevolezza.
Questo è ciò che auguro ai miei studenti e a tutti i maturandi 2024: sprigionate il massimo del vostro potenziale e vivete con consapevolezza ogni singola prova dei prossimi esami di Stato. I prossimi giorni entreranno nella lista dei ricordi più importanti della vostra vita.
di Rubrica autogestita da Letizia Guagliardi | 19/06/2024
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