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Mandatoriccio (Cosenza) - Preghiamo con il salmo 143


di DON MICHELE ROMANO - Il Salmo 143 (142), è un Salmo "Penitenziale", che contiene una "Lamentazione individuale": è un umile accorato appello a Dio, in un momento di estrema difficoltà, con espressioni di fiducia e di piena disponibilità alla sua Volontà, una vera supplica a Dio, nel momento in cui siamo nella prova, consapevoli che nessuno di noi può dirsi del tutto innocente di fronte a Lui. Per questo ci rivolgiamo a Dio, come ad un Padre, riconoscendo la nostra fragilità e il nostro peccato, confidando nella sua Misericordia, sapendo riconoscere tutto il Bene da Lui ricevuto. Anche di fronte ai nostri fallimenti, anche dinanzi le nostre colpe, saper "tornare indietro", e saper chiedere perdono, ci permette di rimetterci in cammino, riuscendo, in tal modo, non solo a riconoscere il nostro errore, ma anche a perdonare quello altrui. Anche quando, davvero, ci sembra di aver toccato il fondo, la mano del Signore ci rialza, e ci permette di attraversare serenamente la notte, fino al nuovo giorno.
Il Salmo si conclude, poi, con un richiamo finale alla giustizia e alla fedeltà di Dio, piuttosto che alla nostra: a ricordarci ancora una volta, che è nel saperci figli incapaci di compiere da soli il bene, che scopriamo ogni giorno il senso vero della nostra esistenza. Leggiamo insieme il Salmo:

*Signore, ascolta la mia preghiera! Per la tua fedeltà, porgi l'orecchio alle mie suppliche e per la tua giustizia rispondimi.*

*Non entrare in giudizio con il tuo servo: davanti a te nessun vivente è giusto.*

*Il nemico mi perseguita, calpesta a terra la mia vita; mi ha fatto abitare in luoghi tenebrosi come i morti da gran tempo.*

*In me viene meno il respiro, dentro di me si raggela il mio cuore.*

*Ricordo i giorni passati, ripenso a tutte le tue azioni, medito sulle opere delle tue mani.*

*A te protendo le mie mani, sono davanti a te come terra assetata.* 

*Rispondimi presto, Signore: mi viene a mancare il respiro, non nascondermi il tuo volto: che io non sia come chi scende nella fossa.*

*Al mattino fammi sentire il tuo amore, perché in te confido. Fammi conoscere la strada da percorrere, perché a te si innalza l'anima mia.* 

*Liberami dai miei nemici, Signore, in te mi rifugio.* 

*Insegnami a fare la tua volontà, perché sei tu il mio Dio, il tuo spirito buono mi guidi in terra piana.* 

*Per il tuo nome, Signore, fammi vivere; per la tua giustizia, liberami dall'angoscia.* 

*Per la tua fedeltà stermina i miei nemici, distrugge quelli che opprimono la mia vita, perché io sono tuo servo.* 

Ricordiamo sempre, che anche per noi, cristiani di oggi, come per il Salmista, restano sempre da combattere i nemici ostili: Satana, i nostri istinti egoistici, le nostre passioni a volte smodate e travolgenti. Perciò, insieme, anche noi, preghiamo Dio Padre, che non ci lasci soli e disarmati nelle tentazioni, anzi ci liberi dal Male (e dal Maligno), per poter sempre camminare nella nella Carità, annunciando con forza la speranza della "Giustizia di Dio", che solo può trasformare la nostra colpa, in Amore. Giunga a tutti voi, l'augurio di una serena giornata.

 


di A cura della Parrocchia "San Giuseppe" Mandatoriccio Mare | 10/02/2024

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