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Mandatoriccio (Cosenza) - 37 - Parabola del giudice iniquo


di DON MICHELE ROMANO - La Parabola "Del Giudice Iniquo" (o "Della Vedova Importuna o Persistente!), è una delle Parabole di Gesù, contenuta nel Vangelo secondo Luca (18,1-8). In essa, un Giudice, viene ripetutamente sollecitato da una povera vedova, per avere "giustizia contro il suo avversario" (v 3b). Rigettando inizialmente le sue richieste, alla fine, il Giudice, "cede" alle sue pressanti richieste, solo per la sua persistenza, non certo perché il suo giudizio sia corretto nei suoi confronti: "Questa vedova mi dà tanto fastidio..., viene continuamente ad importunarmi" (v 5). La Parabola ci fornisce tanti insegnamenti: Innanzitutto la persistenza della Preghiera, che ha portato, infine, la vedova, a raggiungere il suo scopo, ovvero, di farsi almeno ascoltare dal Giudice; così Dio,
ci insegna la Parabola, è ben più lesto nel rispondere alle Preghiere dei suoi fedeli (anche la Parabola dell'Amico importuno, la n. 35, abbiamo visto, ha un significato simile). Le vedove, unitamente agli orfani e agli stranieri, erano gli "emarginati" della Società antica, sottoposti tutti ai soprusi dei potenti: Tutti (i Giudici) amano regali e cercano ricompense. Non rendono giustizia all'orfano e la causa della vedova non arriva mai da loro" (Is 1, 23); "Guai a coloro che...negano giustizia ai miseri e derubano dei loro diritti i poveri del mio popolo, così che le vedove diventino loro preda… e spoglino gli orfani" (Is 10, 1). Il Giudice della Parabola, che aveva come unico criterio del suo agire, il proprio interesse, viene definito da Gesù: "un uomo che non aveva timore di Dio, e che non aveva riguardo per nessuno" (v 4), è il simbolo eloquente dell’egoista, caratterizzato dalla prepotenza!
La vedova, invece, rappresenta tutti i deboli e gli oppressi, ignorati completamente dal Giudice locale (oggi corrisponderebbe al Pretore), incaricato a trattare le cause più piccole. Ma mentre il Giudice, che sta dalla parte dei forti e dei raccomandati, non dà proprio ascolto alla vedova, Ella, tuttavia, non si arrende, e ricorre alle "armi" tipiche dei deboli: la tenacia, l'ostinazione, e la persistenza nella richiesta. Alla fine, il Giudice, dopo un soliloquio che ne caratterizza tutta la malvagità, "cede" alle sue richieste, ma solo per poter così trascorrere i suoi giorni in pace, quasi a dire: "perché questa vedova non mi importuni fino a morire!" Ora, se questo Giudice malvagio ed iniquo, alla fine si arrende, anche per un fine che abbiamo definito solo "egoistico", all'appello incessante della povera vedova, quanto più Dio ascolterà la Preghiera che gli viene rivolta con Fede e perseveranza, da tutti noi i suoi figli, dal momento che Lui, è il Padre amoroso di tutti! Luca, dunque, nello scrivere il suo Vangelo, che possiamo definire il "Vangelo della Preghiera", qui riporta il grande insegnamento di Gesù, sulla necessità di "pregare sempre senza stancarsi mai" (v 1), certi che Dio darà ascolto a chi lo invoca, e che "grida verso di lui giorno e notte. Li farà aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente (vv 7-8a). E qui, Luca, aggiunge una domanda Inquietante: "Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà (ossia, "ritornerà"), troverà la fede sulla terra? (v 8b). Questa domanda senza risposta, con un tono di avvertimento, vuole mettere in evidenza di come (e se) il Cristiano, sarà pronto per il ritorno del Signore Gesù, incoraggiandolo alla vigilanza, e alla perseveranza, in un'attesa caratterizzata da una Fede ("Pìstin", Fedeltà) operosa, che non conosce tentennamenti (nonostante il Suo "apparente" ritardo nella definitiva venuta), anche se dovessimo affrontare difficoltà e persecuzioni (Mt 24, 9-13). Il Signore, né siamo certi, mantiene sempre le sue promesse: "Ancora un brevissimo tempo e verrà" (Eb 10, 37), e tutti gli eletti, che attendono il suo ritorno, avranno giustizia! In questo tempo, tuttavia, i discepoli di Gesù (il Figlio dell'uomo), devono sempre essere pronti e vigilanti, continuando a credere e pregare che venga il Suo Regno (Mt 6, 10; Lc 11, 2), e ad essere fedeli fino alla morte (Mt 7, 21-23; 2 Tm 4, 7), incoraggiandoci a pregare continuamente, come la vedova della Parabola, senza perderci d'animo. Ci sia di sprono, una grande certezza: Quando il Signore ritornerà, per esercitare il suo "Giudizio", non ci sarà una seconda possibilità di salvezza, per coloro che su questa terra hanno rifiutato la salvezza di Gesù (Gv 3, 16; Lc 16, 19-31). In questa paziente attesa della sua Parusìa (la sua seconda e definitiva venuta) per il Giudizio finale, Dio ci concede questo tempo per la nostra conversione. Di fronte a questa apparente "assenza" di Dio, la Chiesa tutta, quale Comunità dei credenti in Cristo, deve adoperarsi e attendere con fermezza e fiducia, la venuta di Cristo Signore, apportatrice di ogni Pace, Giustizia e Liberazione. Giungano a voi tutti, gli auguri, di una serena giornata.


di Rubrica autogestita dalla parrocchia "San Giuseppe" Mandatoriccio Mare | 17/11/2023

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