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Mandatoriccio (Cosenza) - La forza della Verità


di DON MICHELE ROMANO - Sebbene Gesù, parli sempre con linguaggio autorevole e compia miracoli (Mt 13, 54-58), rimane sempre il Profeta contestato e rifiutato dai suoi compaesani di Nazareth, e la sua sorte, oggi, nel Vangelo (Mt 14, 1-12), viene prefigurata da quella del Battista. Nei vv
3-4 vengono menzionati il motivo del suo arresto e della sua uccisione. Un profeta, quando denuncia con la forza la Verità, non può che essere messo a tacere, catturato e ucciso, per il disturbo che arrecano le sue parole e i suoi gesti. Anche il profeta Elia, nell'Antico Testamento, era perseguitato da Àcab e da Gezabèle (1Re 19-21), perché aveva loro rimproverato l'uccisione di Nàbot, un innocente contadino di Samaria, e si erano appropriati del suo podere. Così
Erode, aveva sottratto la moglie, a suo fratello Filippo, e aveva ripudiato la propria. Un doppio peccato, davanti al quale Giovanni, non ha taciuto. Il "non ti è lecito...", (v 4a), e il grido- denuncia di chi ha il coraggio di puntare il dito contro il male ed i suoi malfattori, per questo sono finiti: Giovanni in prigione, a Macherònte, e Gesù al patibolo, sul Calvario. Tuttavia Erode, anche se Giovanni verrà ucciso, decapitato, senza motivo, senza processo, senza giustizia, "lo ascoltava volentieri e lo temeva" ( v 5),  e così, anche se di Gesù "gli era giunta la notizia della sua fama (v 1), purtroppo, tutto questo non è bastato per far diventare quello  "spiraglio di ascolto", una vera conversione. Un po' quello che capita anche a noi. Quante volte, come Erode, ascoltiamo volentieri le cose di Dio, quante volte leggiamo di presunte "conversioni", ma poi, alla resa dei conti,  si tratta solo di facili entusiasmi. La vera conversione, si vede nei fatti, quando, cioè, si cambia giudizio e modo di vivere. Nella nostra epoca, stiamo vivendo condizioni morali, davvero drammatiche: si va avanti "ad ogni costo", ci si schiera dalla parte dei potenti, capaci di manipolare ogni cosa, inchinandosi ai loro voleri, senza vergogna, e senza nemmeno timore di pagarne le conseguenze (Acaz, "docet...!"
1Re 22, 29). È così, che viene soffocata la Verità e la Sincerità. Una domanda, tuttavia, me la sono sempre posta: come sia stato possibile, che alla fine, Erode, "manipolato" dalla sua concubina, abbia potuto far uccidere Giovanni, "il più grande tra i profeti", che pure ascoltava volentieri! Dio non voglia che sia così, anche per noi. Tante volte, siamo talmente ossessionati dal giudizio altrui, che corriamo il rischio di commettere errori gravissimi, pur di non fare "brutte figure"! Viviamo tutti, sotto una forte pressione, per dimostrare di essere sempre persone, all'altezza del nostro ruolo: buoni figli, buoni genitori, bravi cristiani, buoni preti..., come se dovessimo continuamente, superare un esame. Il vero punto debole di Erode, è stato proprio, temere il giudizio altrui: "A motivo del giuramento e dei commensali..." 
v 9). Chiediamo al Signore, di farci diventare persone Libere e Sincere ("Sine- cera", persone vere, senza maschera !), capaci di andare oltre, ciò che la gente pensa di noi. Voglio solo temere il giudizio di Dio,  non quello degli uomini. Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 30/07/2022

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