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Mandatoriccio (Cosenza) - Pieno compimento


di DON MICHELE ROMANO - Nel Vangelo di oggi (Mt 5, 17-19), Gesù insegna che L'Antico Testamento, è parte dell'intero Progetto della divina Rivelazione: "Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge (Tutto ciò che è stato "Fatto", con Mosè, rappresentante!), o i Profeti (Tutto ciò che è stato "Detto", con Elia, massimo esponente del Profetismo), ma a dare "pieno compimento"! Gesù è la pienezza della Rivelazione. Egli è il Verbo, quella Parola di Dio che, finora, nell'Antico Testamento, poteva essere solo udita, ma mai vista: "Nessun uomo può vedermi e restare vivo" (Es 33, 20), ed ora, con Lui, è diventata "Carne", visibile (Gv 1,14), venuto a noi, per dirci quanto Dio ci ama. Ora, però, Lui attente da  ciascuno di noi  una risposta di Amore, che si manifesta nell'osservanza dei suoi insegnamenti: "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti, che... "Non sono gravosi" (1Gv 5, 3). Un amore che non sia "a parole", un vacuo sentimentalismo, ma testimoniato nelle opere, vivendo, cioè, concretamente il doppio progetto della Carità. Infatti, come scrive San Giovanni, chi dice di Gesù: "Lo conosco, e non osserva i suoi comandamenti, è un bugiardo e il lui non c'è verità" (1Gv 2,4). Di fronte alla proposta di Gesù, oggi possiamo usufruire di una doppia possibilità: o scadere nella malignità dello scandalo... "Chi trasgredirà uno solo, di questi minimi precetti, e insegnerà a fare altrettanto..., sarà considerato minimo nel regno dei cieli" (v 19), o avvalersi dell'importanza del buon esempio..."Chi li osserverà  e li insegnerà..., sarà considerato grande nel regno dei cieli" (v 19b). Gesù raccomanda di non trasgredire nessuna prescrizione della Legge: "Non un solo iota o un solo trattino..., tuttavia, sia ben chiaro, Lui non è un "rottamatore", bensì, lo dice espressamente, è venuto per portare a compimento, riportare, cioè, all'origine l'Alleanza, in maniera "Nuova ed Eterna", tra Dio e il suo popolo. Alleanza che, come spesso accade a noi uomini, siamo capaci di stravolgere, aggiungendo alle poche e chiare "10 Parole" di Dio, una miriade infinita di prescrizioni e norme, derivanti dalla tradizione umana (Pensiamo solo ai Rabbini, Scribi e Farisei, che dal Decalogo, avevano tirato fuori, più di 635 "leggi", una per ogni giorno dell'anno, ed una per ogni osso del corpo umano), norme che Gesù contesterà pubblicamente, nel durissimo discorso della montagna, difendendo l'originalità dei dieci Comandamenti. Ci insegna, tuttavia, che non è la rigida e sterile osservanza di leggi e prescrizioni, a far di noi persone che vivono un rapporto di comunione vera col Signore. L'essenziale, è comprendere il contenuto profondo, che soggiace in tutto il Vangelo: l'Amore. Non si tratta, perciò, di una "legge migliore", che ci propone Gesù, rispetto a quella degli Scribi e dei Farisei, quanto di una "giustizia migliore", che consiste nel vivere le Beatitudini, applicando quella che Gesù, fa intendere, come "La regola d'oro": "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro"; questa infatti è la Legge e i Profeti" (Mt 7, 12). Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 08/06/2022

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