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Spezzano Albanese (Cosenza) - Oggi la presentazione dell’XI edizione di “Biodomenica”. L’iniziativa si terrà i 3 ottobre


  Oggi, giovedì 30 settembre, alle ore 12.00, presso la Sede Comunale di Spezzano Albanese si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’XI Edizione di Biodomenica, un’iniziativa promossa da Coldiretti Cosenza, Legambiente ed Aiab (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) in collaborazione con il Comune di Spezzano Albanese. La manifestazione si svolgerà domenica 3 ottobre, dalle ore 9 alle ore 20, sul piazzale della Chiesa di San Luigi Gonzaga allo Scalo della stessa cittadina di etnia italo-albanese  Alla conferenza stampa – riferisce una nota di Coldiretti - partecipano: Francesco Falcone.– Direttore Regionale Legambiente Calabria, Fausto Scavello – Responsabile comprensoriale AIAB Calabria, Salvatore Loffreda – Direttore Provinciale Coldiretti Cosenza, Giovanni Cucci – Sindaco Comune di Spezzano Albanese Oggi il biologico –spiega la nota stampa -  si pone come una grande opportunità, partendo dal locale, per rispondere a livello globale alla grande crisi climatica, alimentare ed economico -sociale. La Biodomenica 2010 vuole mettere l’accento sulla caratteristica “Glocal” del movimento del biologico che oggi è costituito da persone provenienti da tutto il mondo ma che sono fortemente radicati nei territori locali, attraverso l’applicazione di metodi di produzione legati alla storia, la cultura, l’economia e l’ambiente locale. I produttori biologici in tutto il mondo prestano attenzione alle tipicità del territorio, trovando soluzioni localmente sostenibili ed efficaci, valorizzando le risorse presenti e minimizzando gli eventuali svantaggi pedoclimatici, con l'idea di “agire localmente avendo però in mente l'intero sistema". A livello globale il biologico rappresenta un modello di sviluppo agricolo in grado di contribuire alle principali sfide del nostro secolo quali i cambiamenti climatici, la conservazione della biodiversità, la crisi energetica, la sovranità alimentare e l’accesso al mercato per i produttori agricoli. Il termine glocal è stato utilizzato alla fine degli anni novanta in relazione alle città, ma oggi anche le aree rurali sono ricche di soggetti attivi nel processo di globalizzazione che non rappresentano recettori passivi degli input esterni. Il movimento del biologico rappresenta una fitta rete di risposte dal basso ai processi di cambiamento sociale ed economico delle aree rurali ed urbane. L’agricoltura biologica è un esempio di come le risposte locali interagiscono con le forze globali e di come il rafforzamento di tali interazioni può rappresentare una buona risposta alla crisi globale. Le decisioni prese su piccola scala, sommate tra loro, hanno un effetto importante sul cambiamento del nostro ambiente e sul modello agroalimentare. L’approccio “glocal” del movimento del biologico favorisce dunque un processo di sviluppo basato sull’interazione tra le diverse scale, dal locale al nazionale al transnazionale. La Biodomenica 2010 rappresenta la prima esperienza del biologico italiano di coordinamento di una campagna di promozione a livello mondiale. Gli agricoltori biologici il 3 ottobre saranno presenti contemporaneamente su piazze in tutti e cinque i continenti. La realizzazione di una tale iniziativa rappresenta l’alto livello di comunicazione esistente all’interno del movimento del biologico. Il messaggio della Biodomenica 2010 è quello di un modello che agisce a livello locale, rispondendo alla crisi globale: BIODIVERSITA’ L’agricoltura biologica rappresenta un modello di sviluppo rurale che basa il suo sistema produttivo sull’equilibrio ambientale e la valorizzazione della risorsa suolo, per raggiungere la massima produzione possibile in determinate condizioni ambientali. La biodiversità del suolo, del paesaggio e delle specie e varietà coltivate e selvatiche è alla base del sistema produttivo biologico e della sua intensificazione eco-funzionale. La promozione dell’agricoltura biologica a livello globale ha tra i suoi obiettivi la conservazione e la tutela della biodiversità. CAMBIAMENTI CLIMATICI Un' agricoltura biologica che si fonda sul miglioramento della fertilità del suolo e sulla diversità biologica all’interno dell’azienda agricola, e che basa la propria capacità innovativa sull’esperienza personale, sulla capacità di osservazione e di intuizione e sulle conoscenze tradizionali ha una resilienza maggiore alla carenza di risorse idriche e alla presenza di eventi atmosferici estremi quali siccità e alluvioni, rispetto al modello agricolo industriale. Il contesto sociale, e dunque lo sviluppo di un movimento del biologico a carattere “glocal”, ricopre un ruolo crescente nella definizione delle capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. In questa occasione, lo sviluppo del movimento dell' agricoltura biologica, mostra chiaramente come le forze globali interagiscono con i livelli locali. ACCESSO AL MERCATO La differenziazione produttiva, la diminuzione di input esterni e la multifunzionalità dell’azienda agricola, oltre a rispondere alle raccomandazioni dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) e agli obiettivi di conservazione della biodiversità, permettono una maggiore stabilità economica per gli agricoltori. In un momento in cui la globalizzazione economica e la liberalizzazione dei mercati stanno minacciando l’agricoltura familiare nel Nord come nel Sud del mondo, rendendo l’accesso al mercato difficile per gli agricoltori sia per vendere i propri prodotti che per acquistare sementi ed altri input produttivi, il movimento del biologico supporta le alleanze fra piccoli produttori, dettaglianti e consumatori, dando priorità al mercato interno. In questo modo permette lo sviluppo ed il consolidamento dei mercati locali e favorisce il rapporto diretto fra produttore e cittadino/consumatore. Il biologico è uno dei pochissimi settori che in Italia, in piena crisi in piena crisi economica, ha visto aumentare i consumi. L’agricoltura biologica è un modello di sviluppo rurale che, mettendo al centro la tutela ambientale e la sostenibilità economica delle produzioni agricole, considera rende protagonisti gli uomini e le donne che producono un cibo sano, gustoso e rispettoso delle tradizioni. In questo senso il modello produttivo biologico tutela il diritto delle persone, delle comunità e dei popoli a definire le proprie politiche di produzione, distribuzione e consumo del cibo per garantire una alimentazione di qualità per tutti. L’agricoltura contadina rappresenta oggi il 75% della produzione alimentare mondiale ed il 60% della forza lavoro in Africa. In Italia 8 aziende su 10 spesso a conduzione familiare, sono più piccole di 5 ettari. 

di Redazione | 30/09/2010

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