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Longobucco (Cosenza) - "Un amore che si dona" consegnata la II Borsa di studio Tommaso Arcidiacone


di FRANCESCO MADEO - Si è svolta presso la sala consiliare del Comune di Longobucco, la manifestazione per la consegna della seconda Borsa di studio in memoria dello scomparso giovane presidente della Pro Loco di Longobucco, Tommaso Arcidiacone, i cui organi sono stati donati per volontà della propria famiglia. Il premio è stato aggiudicato al giovane studente Pasqualino Salvati della classe quinta del locale Istituto professionale, il cui elaborato sul tema della donazione degli organi, è stato scelto fra i tanti realizzati dagli studenti del Liceo scientifico e dell’Istituto professionale. La manifestazione, anche quest’anno, ha avuto per titolo: “Un amore che si dona”, in riferimento all’importanza della donazione degli organi. La manifestazione è stata organizzata dalla ProLoco Longobucchese in collaborazione con il Comune di Longobucco, l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia di Cosenza e l’Associazione Italiana Giovani Avvocati di Rossano. I lavori sono stati coordinati da Fabio Russo, presidente della locale ProLoco. Sono intervenuti: Barbagallo, in rappresentanza dell’Unpli di Cosenza, Ester Ruffo, dell’Aiga, sezione di Rossano, Bruno De Luca assessore comunale, Francesco Polimeni vice presidente Avis Rossano, Immacolata Straface consigliere comunale, Serafina Straface fiduciaria del locale Liceo Scientifico, Luigi Stasi Sindaco di Longobucco, Giuseppe Arcidiacone e don Pietro Madeo. Tutti gli interventi sono stati rivolti al ricordo della figura umana e professionale di Tommaso, giovane avvocato, e all’importanza di dedicare una borsa di studio indirizzata ai giovani su una tematica, quella della donazione degli organi, importante, attuale e forse anche poco conosciuta. In sala i genitori di Tommaso e la compagna di vita di Tommaso, Immacolata, consigliere comunale di Longobucco il cui impegno è tutto rivolto a promuovere la donazione degli organi soprattutto nella nostra Regione dove sopravvivono antiche resistenze e pregiudizi. Don Pietro Madeo ha concluso la serie di interventi ricordando la sua personale esperienza di trapiantato nonché la necessità che venga difeso il diritto alla salute per tutti e la promuovere di centri specializzati di trapianti d’organo anche nella nostra Regione.

di Francesco Madeo | 06/07/2015

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