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Cosenza (Cosenza) - Il pluripremiato “Italianesi” di La Ruina stasera in scena al Morelli


Non potevano mancare sul palcoscenico del teatro Morelli le ultime produzioni di Scena Verticale, la Compagnia che guida il teatro di Lungo Busento nel suo nuovo corso di residenza teatrale, finanziata dalla Regione Calabria con fondi europei. Cominciando da «Italianesi» stasera, (venerdì 12 aprile, ore 21,00), scritto e interpretato da Saverio La Ruina, direttore artistico della Compagnia insieme a Dario De Luca,  che ha girato (e continua a girare) in lungo e largo l’Italia ma, soprattutto, sta incontrando straordinari consensi di pubblico oltre che di critica. Questi ultimi sono testimoniati da una vera e propria incetta di premi e nomination, dal Premio Ubu 2012 come «migliore attore italiano» (il secondo nel medagliere artistico di La Ruina); sempre al Premio Ubu, la nomination quale «migliore testo italiano»;  il Premio Enriquez 2012 per la drammaturgia; il Premio Antonio Landieri 2012 «migliore attore»; la menzione speciale al Premio Internazionale Teresa Pomodoro 2012. Monologo che racconta una storia vera, quella di migliaia di soldati e civili italiani che, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, restano intrappolati in Albania con l’avvento della dittatura, accusati di essere nemici del regime salito al potere. Donne e bambini, trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Persone che quando, finalmente, dopo  40 anni, rientrano in patria, sono bollati come stranieri e discriminati. A raccontarcelo è il ‘nostro’ Tonino di «Italianesi», sarto nel campo di concentramento, che nasce in Albania nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991, dopo la caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, in 365 arrivano in Italia, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia. È una pagina poco conosciuta della storia quella che La Ruina porta in scena, si può dire rimossa dai nostri libri di storia,  che invece invita a riflettere sui nuovi flussi migratori. Nello spettacolo le musiche, originali, sono eseguite dal vivo da Roberto Cherillo. Il testo è stato selezionato per il progetto Face à Face / Parole d’Italia per scene di Francia e presentato in forma di lettura scenica al Theatre de la Ville di Parigi e al festival ActOral di Marsiglia. La prima stesura del testo è giunta nella cinquina dei finalisti al Premio Riccione per il Teatro 2011. Lo spettacolo è stato trasmesso in diretta radiofonica nell’ambito di Radio 3 in Festival il 13 aprile 2012. (Foto di Angelo Maggio)

di Redazione | 12/04/2013

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