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Sesto San Giovanni (Milano) - “Sindrome giapponese”. La catastrofe nucleare da Chernobyl a Fukushima: un libro a cura di Alessandro Tessari


“Sindrome giapponese”. La catastrofe nucleare da Chernobyl a Fukushima: è un libro a cura  il libro a cura di Alessandro Tessari, per le   Mimesis Edizioni 2011,  Sesto San Giovanni (Milano) e l’argomentazione trattata è racchiusa in 139 pagine. Alessandro Tessari, docente universitario, già deputato e poi senatore della Repubblica, prima nel Pci, poi con i Radicali, ha fin dagli inizi combattuto la  battaglia contro il nucleare. E’ stato uno tra i più importanti promotori del referendum che nel 1987, dopo la tragedia di Chernobyl, ha abrogato il nucleare in Italia. Come si è inserito il nucleare in Italia? <<Non solo grazie  alla sistematica disinformazione e alla manipolazione di dati tecnico-scientifici, ma anche grazie all’assoluta mancanza di un progetto. La tragedia di Fukushima>> - sottolinea testualmente una nota dell'ufficio stampa della casa editrice, <<ci pone ancora una volta di fronte al devastante potere distruttivo delle tecnologie nucleari. Anche quando l’intento è pacifico, e nonostante le possibili misure di sicurezza, l’impatto di una centrale nucleare in avaria sul territorio e sulle popolazioni è tale da pregiudicare la vita stessa per migliaia di anni. Ovviamente, gli enormi interessi economici in gioco hanno avuto il potere di tacitare i rischi e di evidenziare risultati spesso solo ipotetici. Scienziati interessati, politici assoldati e divulgatori a pagamento, hanno a lungo fornito – anche in Italia – l’immagine illusoria di un’energia pulita, sicura e a basso costo, alternativa al petrolio e al carbone. Ora la realtà della catastrofe fornisce un’altra dimostrazione di come la tecnologia non sia “neutrale” e una fonte energetica creata come arma di distruzione di massa non possa magicamente riciclarsi per usi pacifici senza perdere la sua pericolosità intrinseca. Anche la proverbiale saggezza giapponese rivela un inquietante risvolto: l’atavico istinto di sottomissione ai poteri costituiti e un pericoloso fatalismo. Il mescolarsi proficuo di tradizione e innovazione trova i suoi limiti nella mancanza di senso critico e nel conformismo. Eppure proprio un disastro nucleare (Hiroshima e Nagasaki) aveva segnato la data di inizio del Giappone contemporaneo. Fukushima segna nuovamente un punto di svolta. Una nuova consapevolezza del volto osceno del potere, per quanto tardiva, offre una speranza nell’ora del pericolo estremo>>.  

di Redazione | 27/07/2011

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