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Sezze (Latina) - “Lagrime, dolori e speranze”, un libro sulla Colonia Agricola Pontina


Sarà presentato il prossimo 22 luglio, alle ore 18.00 presso il Museo Archeologico (Largo B. Buozzi,1), il nuovo libro di Giancarlo Onorati “Lagrime, dolori e speranze”. La Colonia Agricola Pontina. Gli uomini e le istituzioni italiane e americane che hanno fatto la sua storia”.  All’evento, oltre all’autore, interverranno: Pio Pistilli (Università "La Sapienza" di Roma), Gian Carlo Mancini (Università “Tor Vergata” di Roma), Pier Luigi De Rossi (Archivio Storico di Cori). Porteranno i loro saluti: il Sindaco Andrea Campoli, l'Assessore alla Cultura Remo Grenga la Dirigente Scolastica dell'I.S.I.S.S. "Pacifici e De Magistris" di Sezze Anna Giorgi. Gli interventi saranno moderati dal Dirigente del Settore “Servizi Culturali” del Comune di Sezze Piero Formicuccia. “Quando è nata la Colonia Agricola Pontina? Quali personalità e istituzioni hanno contribuito al suo sviluppo? In particolare chi erano e quale ruolo ebbero il prof. Raffaele Vita, il prof. Luigi Ficacci e il maestro Giuseppe Ficacci? Chi era Mrs Clara Huston Miller e quale ruolo ebbe la Croce Rossa Americana? Perché nella memoria della comunità setina non c’è più traccia del profondo legame che si era creato con gli Stati Uniti? Quale ruolo ebbero il Comune di Sezze, i padri Giuseppini, le suore del Preziosissimo Sangue e altre istituzioni? Come si svolgeva la vita nell’orfanotrofio sorto alla fine del 1918, durante i giorni terribili dell’epidemia di spagnola? Qual è stato il suo rapporto con la comunità setina e con il comprensorio lepino e pontino? Quando e perché è iniziato il suo declino?” A queste e ad altre domande prova a rispondere il libro di Giancarlo Onorati, docente di storia e filosofia nel locale liceo, in corso di stampa presso la casa editrice “Moderata Durant” di Cori. La ricerca, condotta negli archivi di Sezze, Latina, Roma e Washington dove sono stati studiati migliaia di documenti e centinaia di foto, ha permesso di ricostruire una parte importante della storia pontina segnata dalla crisi del primo dopoguerra, dall’avvento del Fascismo e dagli eventi della II Guerra Mondiale. Nel titolo l’autore ha provato a condensare l’esito della ricerca sull’orfanotrofio. Alla realizzazione dell’Istituto, infatti, concorsero privati cittadini e organismi di assistenza, sia italiani che americani, impegnati nel dare un futuro ai bambini ricoverati. La ricerca è stata guidata da alcune scelte d’indirizzo. Essa abbraccia un arco temporale che va dal 1918 al 1951, e cioè dalla nascita dell’orfanotrofio alla partenza dei padri della Pia Società di S.Giuseppe che lo diressero per venticinque anni, e si concentra maggiormente sul ramo maschile. La ragione di fondo che spiega queste scelte va ricercata, oltre che nella natura del materiale d’archivio a disposizione, nella convinzione che la partenza dei Giuseppini coincida con la fine del concetto stesso sotteso alla “colonia agricola” e cioè la formazione di maestranze esperte del settore primario. Il volume conta quasi di trecento pagine e circa sessanta foto.

di Redazione | 19/07/2011

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