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Reggio Nell'emilia (Reggio Emilia) - Le politiche per l’integrazione delle città italiane modello per l’Europa. Il Consiglio d’Europa finanzia il ‘Forum delle città interculturali’, del quale Reggio Emilia è capofila


I Comuni italiani diventano interlocutori delle principali istituzioni europee sui temi dell’integrazione. È quanto emerge nell’incontro, che si è tenuto ieri a Torino, del Forum delle città interculturali, rete di Comuni della quale Reggio Emilia è capofila, nel corso del quale è stato tra l’altro annunciato che il Consiglio d’Europa - riferisce testualmente una nota dell'ufficio stampa del Comune di Reggio Emilia - sosterrà alcune delle azioni nelle quali è maggiormente impegnato il Forum. Il finanziamento, di ventimila euro, conferma il concreto interesse per l’operato delle città italiane in materia di accoglienza, integrazione e mediazione tra le culture. In considerazione delle oggettive difficoltà dei Governi su questi temi, infatti, l’Europa considera i Comuni come i soggetti maggiormente in grado di garantire gestioni positive della presenza dei migranti. In particolare, il sostegno europeo è finalizzato alla realizzazione di iniziative nell’ambito della mediazione dei conflitti e del lavoro con i giovani di seconda generazione, quelli nati in Italia da famiglie di migranti. Le città del Forum si sono impegnate a realizzare su questi temi un nuovo sito web e una tre giorni di formazione per operatori che avrà luogo a Reggio Emilia nell’autunno 2011 e saranno invitati a presentate le proprie esperienze alla Commissione europea.   Il Forum è inoltre un interlocutore riconosciuto dalle maggiori istituzioni italiane, tra le quali il Governo, le Regioni e l’Anci, con le quali è già impegnato in un lavoro sui temi dell’apprendimento della lingua italiana e del dialogo tra cittadini di diverse etnie nei quartieri.     L’incontro di Torino è stata l’occasione per presentare i risultati del lavoro delle città proprio sui temi oggetto di interesse da parte delle istituzioni italiane ed europee, in particolare su tre questioni di grande attualità: l’apprendimento della lingua italiana, tema di pressante urgenza in seguito alla nuova normativa che obbliga al superamento di un esame linguistico per ottenere il permesso di soggiorno; mediazione dei conflitti, necessaria per meglio gestire la complessità generata dalla contemporanea presenza di religioni, lingue, modalità di vita diversi; seconde generazioni, ovvero i giovani stranieri che sono nati e cresciuti in Italia e, al compimento del 18mo anno di età, devono chiedere il permesso di soggiorno per restare in Italia.   All’incontro di Torino ha partecipato anche la Rete italiana delle città educative, che come il Forum è impegnata sul fronte dell’integrazione e delle politiche di difesa e sviluppo dell’infanzia.

di Redazione | 31/01/2011

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