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Mandatoriccio (Cosenza) - La 'prontezza' nel servizio ci apre la candidatura al regno


di DON MICHELE ROMANO - Nel Vangelo di oggi (Lc 4, 38-44), ci viene narrata, inizialmente, la guarigione della suocera di Pietro, nella sua casa, a ridosso della stessa Sinagòga di Cafàrnao, che si conclude con un grande insegnamento: "E subito si alzò in piedi, e li serviva" (v 39). Il fatto che essa si metta "subito" a servizio di Gesù e degli Apostoli, indica una "guarigione" ben più grande, ovvero: È liberata, ormai, da quella "febbre", che le impediva di servire i Fratelli. Nel Nuovo Testamento, questo verbo "servire", è carico di tanti significati: "in Primis"- Gesù stesso, è il "Servo" di Dio e dei Fratelli; Il "Giusto" che per Amore, si è fatto carico della nostra debolezza! Così anche noi, nel servire con prontezza gli altri, non solo riveleremo la vera identità di Dio, di cui siamo immagine e somiglianza, ma, in tal modo, si aprirà per noi, anche la candidatura al Regno. Ma, al contrario, quando "ci serviamo" degli altri, più che "servirli", non solo siamo "schiavi" del male, ma viviamo in un egoismo, che ci fa essere il contrario di Dio, che è Amore! Con questo verbo "Servire", Gesù intende l'Amore "concreto": "Figlioli, non amiamo a parole, né con la lingua, ma coi fatti e nella verità" (1Gv 3, 18). Questa è la caratteristica fondamentale del Testamento Spirituale di Gesù: "Chi tra voi è più grande, diventi... come colui che serve" (Lc 22, 26). Quante volte, anche nella Chiesa, ci poniamo strane (Se non "peccaminose" domande): "Chi conta veramente di più nella Chiesa?"- "A chi possiamo guardare, magari, per prendere esempio, di come vivere il Vangelo?" La risposta è una sola: Guardiamo a quelle persone che il mondo ritiene "insignificanti", ma che per noi Credenti, devono avere grande importanza, perché, magari servono il Signore con umiltà, e nel nascondimento! Sono loro i veri "maestri" nella Fede! Ecco perché nella santa Messa preghiamo: "O Signore, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa". Del resto, anche Gesù, un giorno nel Tempio, inviterà i suoi discepoli, a guardare una povera vedova, che, nel fare l'offerta al Tempio, al contrario dei ricchi, "nella sua miseria..., ha dato tutta la sua vita" (Lc 21, 4). Ed ancora, nei versetti 40-41, notiamo come Gesù si rapporti con i Malati: "Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva"(v 40). Più che del "male", Lui si occupa del "Malato"..., perché, più che un caso clinico, ogni Malato, è primariamente una Persona. La "compassione"di Gesù, non solo manifesta la "vicinanza" di Dio, alla povertà fisica e morale dell'uomo, ma dimostra che il Signore, si fa "storia" con lui, che non l'abbandona a sé stesso, ma l'assiste sempre con la sua paterna Presenza. Anche se gli abitanti di Cafàrnao (Al contrario, fa intendere Luca, di quelli di Nàzareth, che lo hanno cacciato con violenza, rischiando persino di "buttarlo giù da un monte"), vorrebbero trattenerlo, il cammino di Gesù, ha ben altre motivazioni, e non può essere interrotto, né da amici, né da nemici, perché l'incontro "avuto col Padre nel deserto" (v 42), Gli ha rivelato con certezza, la sua Volontà: "Bisogna che io annunzi la buona notizia del Regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato" (v 43). L'Annuncio fondamentale di Gesù, rimane sempre il Regno di Dio. La sua Instaurazione, segnerà la fine del peccato, del male, e di ogni giustizia! "Servire" il nostro Prossimo, e farlo "subito", ci renderà degni, un giorno, di farne parte! Non possiamo, tuttavia, "tapparci le orecchie", dinanzi alle sofferenze di tantissimi nostri Fratelli, non possiamo far finta di nulla, o peggio: Abituarci allo strazio quotidiano di tanti Figli o Genitori, spesso abbandonati in ospedali, carceri, case di riposo, ecc., dove tante volte vengono pure maltrattati; O poveracci, che rischiano la vita, per approdare nella nostra terra, di noi che abbiamo avuto la grazia di essere sani, di avere tutto, di abitare una bella casa, avere una famiglia che ci ha amato, e non ci ha fatto mai mancare nulla, mentre loro "gridano" il loro dolore dietro di noi, in maniera inarrestabile! E qui, miei cari, Saggezza vuole che io/ noi, ci facciamo una seria domanda: Ma perché Signore, proprio loro, e non io/noi? Perdonaci Gesù, se per tutto questo, che noi abbiamo ricevuto dalla tua Bontà (Senza alcun nostro merito!), non ti abbiamo mai ringraziato abbastanza! Auguro a tutti di cuore, una serena e santa giornata.


di Spazio autogestito dalla parrocchia 'San Giuseppe' Mandatoriccio Mare | 02/09/2026

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