“Rocco è una voce importante dell’arco ionico della Calabria, la sua poesia è elegante, bella dal punto di vista estetico, dei valori che esprime e dell’appartenenza alla Magna Grecia. Un lirismo di cui oggi si ha grande bisogno”. Così il critico letterario Angela Greco AnGre, si è espressa nei confronti di Rocco Taliano Grasso, poeta di Cariati, del quale ha curato la monografia “Mito, memoria e la visione che salva. Testimonianze critiche per la poesia di Rocco Taliano Grasso”, pubblicata da Macabor.
Il volume è stato presentato presso il Civico Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni di Cariati alla presenza di un pubblico qualificato e numeroso, nell’ambito del programma “Un’Estate al Museo 2026”.
All’incontro, curato e coordinato dalla Direttrice del Museo Assunta Scorpiniti, hanno portato il saluto istituzionale il Sindaco di Cariati, Cataldo Minò, la Delegata alla Cultura Alda Montesanto e il Delegato ai Turismi Antonio Scarnato, che hanno espresso grande stima nei confronti di Taliano Grasso.
Insieme ad Angela Greco è intervenuto il poeta e critico letterario Giuseppe Parisi, il quale, tra le altre cose, ha fatto notare quanto abbiano influito le esperienze di vita nella vasta produzione in versi del poeta di Cariati, che ha pubblicato anche saggi, romanzi e opere teatrali, insigniti di importanti riconoscimenti. “Sono esperienze - ha detto - che lo hanno ‘marchiato’ e indotto a scrivere ad alti livelli, insieme alla profonda cultura derivante dalla conoscenza letteraria legata alla lettura di moltissimi testi”.
Lo stesso Taliano Grasso, nel dialogo con la Direttrice del Museo, ha spiegato che la radice della sua poesia è proprio nelle vicende che hanno caratterizzato il suo percorso esistenziale fin dall’infanzia, in particolare nei 10 anni trascorsi in un convitto ad Assisi, un luogo, ha detto, che come l’amata Cariati “fa parte della geografia dell’anima”, in cui ha avuto grandi occasioni di confronto e crescita culturale.
Un peso importante hanno avuto anche i lunghi anni a contatto con i giovani, nel lavoro appassionato di docente e promotore di teatro giovanile, l‘attivismo e la frequentazione culturale che ne hanno forgiato, lo ha sottolineato anche Parisi, la coscienza letteraria e civile.
Per questo, ha aggiunto Taliano Grasso, non dobbiamo pensare alla poesia, come a tutte le opere d’arte, come qualcosa che nasce all’improvviso: “C’è sempre una lunga gestazione, a volte la parola poetica è un viaggio legato ad avvenimenti vissuti in modo inconscio, non pensiamo a ciò che si sedimenta nella nostra anima, che a un certo punto viene fuori e solo dopo un lungo lavoro di pulitura arriva a compimento; io stesso sento una materia, una specie di magma dentro di me, ma scrivo quando è il momento”.
Tutto ciò emerge anche dai contributi critici all’antologia pubblicata da Macabor, di importanti autori del panorama letterario italiano e da quanto affermato dalla stessa curatrice Angela Greco: “La potenza della parola poetica di Rocco è la sua stessa parola, che non vuole sorprendere, ma è ciò che esattamente lui ha dentro e che colpisce il lettore; per fare questo occorre onestà verso chi sceglie di leggerti”.
Lo stesso Taliano Grasso ne ha dato prova, con un intenso reading poetico, accompagnato dalla musica del giovane cantautore e compositore Federico Lobello, il quale ha arricchito la serata con suoi brani pieni di energia e significativi contenuti.
L’incontro culturale è stato anche un momento di riflessione sullo stato attuale della cultura e della poesia, dopo la fine delle grandi narrazioni, l’avvento della società dell’immagine e con le possibilità offerte anche in letteratura, dai nuovi media e da internet.
di Redazione | 25/07/2026
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