di LETIZIA GUAGLIARDI - Il 17 gennaio è stata la Giornata Mondiale della Pizza e oggi è la Giornata Mondiale dell’Abbraccio, quindi questo post è dedicato all’abbraccio caldo della pizza
Appena sfornata, infatti, la pizza ci avvolge e ci conforta come un abbraccio e in questo abbraccio c’è tutta l’accoglienza e la tradizione italiana. È un’esperienza sensoriale che combina il profumo degli ingredienti (pomodoro, mozzarella, olio extra-vergine, basilico fresco), il calore del forno (spesso a legna) e della fetta fumante che si tiene in mano e il piacere di condividere un momento speciale.
È uno di quei piatti che ci riporta a casa con la mente e con il cuore, ovunque ci troviamo nel momento in cui l’assaporiamo. Ogni morso ci fa sorridere e ci suscita un’emozione, un ricordo. È un invito a riunirci con amici e familiari e possiamo personalizzarla con i nostri ingredienti preferiti per renderla un evento unico. È il cibo perfetto quando si è in compagnia perchè unisce, stimola conversazioni allegre e crea un’atmosfera rilassata e informale. È il simbolo di momenti di gioia, amicizia e famiglia e trasforma un semplice pasto in una bella esperienza da ricordare.
Rotonda, quadrata, a tranci, a tavola, in piedi, fuori, a casa: accontenta tutti. Solo a vederla il nostro umore migliora: “Fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa, vedrai che il mondo poi ti sorriderà” cantava Pino Daniele.
Gli ingredienti sono semplici e di qualità ma è nella preparazione che avviene la magia: devono fondersi in forno per creare un sapore unico e irresistibile.
Preparare una pizza ad arte è come dirigere un’orchestra. Chi la prepara è il direttore perché deve accordare tutti gli orchestrali in modo da ottenere la migliore esecuzione:
ogni volta gli ingredienti devono essere freschi, di qualità e di stagione perchè i colori, i profumi e i sapori si esprimono al loro massimo;
vanno dosati con sapienza: l’olio, per esempio, deve essere versato a filo sulla “tela” con un movimento a spirale;
i colori sono importanti (qualsiasi piatto, quando è presentato bene, si mangia prima con gli occhi): bianco/rosso/verde – bianco/verde/marrone/giallo – /rosa/rosso/verde/bianco…qui entra in gioco la nostra creatività;
gli ingredienti della farcitura vanno accostati con diligenza e senza restrizioni: fiori di zucca, alici e fior di latte, gorgonzola, mozzarella, formaggi erborinati, cipolla e aceto balsamico…il nostro estro non conosce limiti;
fra gli orchestrali ci sono anche il nostro cuore, la nostra mente e il nostro amore, per noi e per gli altri: una pizza che si presenta bene e che viene portata a tavola con il sorriso fa emozionare. I cinque sensi si mettono in moto e riaffiorano i bei ricordi. Ti viene in mente quando eri bambino e la mamma la sfornava o la nonna che ti chiamava perchè aveva preparato la tua pizza preferita;
in mano non abbiamo la bacchetta per dirigere l’orchestra, abbiamo le nostre mani e, anche stavolta, vanno usate nel modo giusto per garantire il gusto e la digeribilità: bisogna toccare l’impasto per “sentire” il punto di pasta, il panetto lievitato va steso, appiattito, guarnito e infornato.
La pizza è un’armonia di bontà, di bellezza e di cultura. È una sinfonia di gusti, divertimento, allegria, passione e amore. È un’instancabile ricerca del lavoro fatto bene, del bisogno di migliorarsi sempre di più, del desiderio di donare qualcosa di utile. Prepararla o aspettarla diventa un rito, un’attesa che si trasforma in gioia.
Perchè la pizza e gli abbracci danno gioia. Lo dice anche la scienza!
di Rubrica autogestita da Letizia Guagliardi | 21/01/2026
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