La proposta di introdurre un’ora settimanale di “educazione agroalimentare” fin dalla scuola primaria, avanzata dal presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella è completamente sostenuta da Vincenzo Abbruzzese presidente regionale Terranostra - Campagna Amica Coldiretti Calabria. La proposta, che arriverà ufficialmente al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara rappresenta una scelta strategica a livello politico, culturale ed economico, capace di coniugare istruzione, sviluppo e promozione del territorio.
“L’agricoltura e il settore agroalimentare, commenta Abbruzzese, sono pilastri fondamentali della nostra identità regionale. Investire nelle nuove generazioni significa non solo formare cittadini consapevoli e responsabili, ma anche creare competenze che rafforzano imprese, turismo rurale e filiere produttive locali. L’iniziativa consente di valorizzare le aree interne della Calabria (Sila, Pollino, Serre, Aspromonte), portando impatto e opportunità economiche in territori spesso marginalizzati, rafforzando il senso di appartenenza e la consapevolezza del valore del Made in Calabria che è un pezzo importante del Made in Italy irrobustendo i progetti di educazione alimentare che Coldiretti fa nelle scuole come attività extracurriculare.
Adottare questo progetto significa fare una scelta di lungo termine, investendo sulla formazione, sulla cultura e sullo sviluppo territoriale, con ricadute concrete per economia, turismo e identità regionale.
I nostri ragazzi - spiega il Presidente di Terranostra Campagna Amica Calabria -devono sapere fin da piccoli da dove vengono i prodotti che finiscono sulla tavola diversamente continueremo a crescere persone che non distinguono un albero da frutto oppure pensano che il latte venga dalla centrale del latte e non dall’allevamento delle mucche. Alla primaria non dev’essere un insegnamento di biologia e chimica ma un ritorno alle origini, alla bellezza della campagna per riscopre il senso della vita e del legame profondo con la terra.
Far conoscere i cicli della natura significa far capire che ogni frutto nasce da equilibrio, cura e attesa. Educare alla terra vuol dire riaccendere la curiosità verso un mondo che non è fatto solo di fatica, ma anche di scienza, di tecnica, di creatività e passione”
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