L’Arcivescovo della Diocesi di Rossano - Cariati, mons. Maurizio Aloise, in prossimità delle festività natalizie, ha effettuato la consueta visita pastorale alla Casa di Reclusione di Rossano. Una presenza sentita e attesa, segno concreto della sua costante premura verso le persone private della libertà. La visita si è caratterizzata per un clima profondamente familiare e festoso, non privo di momenti di intensa commozione. L’Arcivescovo, con il suo consueto atteggiamento paterno e accogliente, ha incontrato detenuti, personale e volontari, condividendo parole di incoraggiamento e di speranza.
Mons. Aloise è stato accompagnato nel percorso all’interno dell’istituto dal direttore, dott. Salvatore Trieste, dal Comandante di Reparto, dott. Di Giacomo, e dal Cappellano della Casa di Reclusione, don Clemente Caruso. Ad accoglierlo anche il personale civile, la Polizia Penitenziaria e i volontari, che hanno ricevuto il primo saluto affettuoso e gli auguri natalizi nella scuola interna al carcere.
La visita è proseguita con l’incontro con gli alunni dell’Istituto Alberghiero e Industriale, alla presenza del Dirigente scolastico Saverio Madera, attualmente alla guida dell’Istituto di Istruzione Superiore “E. Majorana” (ITIS, ITA, IPA) e del personale docente in servizio, in un’atmosfera di partecipazione e serenità che, come spesso accade in occasione delle visite dell’Arcivescovo, ha toccato profondamente i cuori di quanti hanno avuto modo di viverla.Successivamente, Mons. Aloise ha raggiunto i vari piani della struttura, soffermandosi con ciascun detenuto per uno scambio personale e una parola di ascolto e confronto. Al centro del suo messaggio, il tema della speranza, proposto con sensibilità e rispetto anche ai detenuti di altre religioni.
Nel suo intervento, l’Arcivescovo ha ricordato come il Natale, pur avendo per molti un significato religioso, rappresenti per tutti un tempo di attesa e di luce, capace di parlare di fragilità, dignità e rinascita. Mons. Aloise ha invitato a momenti di silenzio e riflessione, sottolineando che "la dignità dell’uomo non dipende dal luogo in cui si trova né dagli errori commessi, ma dal valore unico di ogni persona". Particolarmente intenso il momento delle intenzioni condivise, dedicate a chi vive la solitudine, a chi porta il peso degli errori, a chi lavora quotidianamente nell’istituto e a tutti coloro che cercano un cammino di umanità e riconciliazione, alle famiglie. La visita si è conclusa con un augurio comune di pace e di luce, affinché nessuno si senta mai escluso dalla speranza.
Un incontro che, ancora una volta, ha lasciato un segno profondo nella comunità carceraria, confermando la vicinanza della Chiesa e dell’Arcivescovo a quanti vivono la realtà della detenzione, soprattutto nel tempo natalizio.
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