Con “Città Osmotica” l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura propone un cambio di sguardo: ripensare l’acqua come infrastruttura ambientale e culturale, capace di guidare una riflessione condivisa su città, paesaggio e resilienza urbana. In questa prospettiva, flussi e soglie, suoli e spazi aperti, infrastrutture blu-verdi e strategie di rigenerazione diventano veri materiali di progetto.
Crotone è un luogo particolarmente adatto per affrontare questi temi: la relazione tra costa, margini urbani e territori interni rende evidente quanto la qualità del futuro dipenda dalla capacità di governare gli scambi tra natura e costruito. Parliamo di città e territori come sistemi osmotici, valutati per la loro capacità di regolare flussi, acqua, energia, mobilità, usi, e trasformare fragilità in opportunità.
Una nostra visione per un’architettura sostenibile, radicata nel paesaggio e nell’identità mediterranea, capace di coniugare innovazione, decarbonizzazione e responsabilità sociale. Un dialogo tra etica, ambiente e cultura del progetto.
E allo stesso modo, l’edificio va inteso come membrana: tetti, piani terra, facciate e impianti non sono componenti isolate, ma interfacce che determinano comfort, prestazioni ambientali e responsabilità dell’abitare.Accanto alla dimensione culturale, INBAR intende rafforzare un lavoro stabile di ricerca e studi: raccolta di progetti e casi studio, esperienze di cantiere, lettura critica di CAM e DNSH, regolamenti e piani non soltanto come vincoli, ma come strumenti da reinterpretare in chiave bioarchitettonica. Anche le tecnologie digitali, BIM, GIS e monitoraggi ambientali, entrano in questo quadro come parte di un’infrastruttura cognitiva utile a comprendere e gestire la complessità urbana.
Infine, questa visione richiede formazione continua: non “consumo di norme”, ma capacità di trasformare requisiti ambientali in qualità del progetto, mettendo in dialogo professionisti, imprese, pubbliche amministrazioni, scuole e cittadini.
La tappa di Crotone, con convegno e mostra, è un momento concreto di confronto e costruzione comune: per educare lo sguardo e rendere praticabile una transizione ecologica del costruito, dal dettaglio alla scala urbana.
di Redazione | 19/12/2025
Cosenza, 19/12/2025
di Redazione
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