di DON MICHELE ROMANO - La Parabola che Gesù, oggi, ci presenta nel Vangelo (Mt 21,
28-32), è quantomai eloquente! Ci invita ad essere "coerenti" nella nostra vita, consapevoli che non contano tanto le parole, ma i fatti. Quante volte (me compreso!), ci troviamo a "caricare sulle spalle degli altri, pesi insopportabili, e noi, quei pesi, non li tocchiamo, neanche con un dito"...Ma "guai a voi, ci direbbe Gesù" (Lc 11, 46). Quante volte ci capita, purtroppo, di predicare bene, ("mea Culpa!"), e poi, di razzolare male! Il Signore, categoricamente, afferma: "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel Regno dei Cieli, ma colui che fà la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Mt 7, 21). È quello che ci ha insegnato nel "Padre nostro": "Sia fatta la tua volontà". Sarà anche il suo affidamento al Padre nel Getsèmani: "Non la mia, ma la tua volontà sia fatta" (Lc 22, 42) Fare la Volontà di Dio, anche quando ci costa tanto, sarà non solo il motivo principale della nostra Preghiera, ma anche la Via per la nostra Salvezza. Non è sufficiente, solo "Ascoltare" la Parola di Dio: "Non siate solo ascoltatori smemorati..."
(Gc 1, 25b). Lui esige la nostra "Obbedienza", (Da: "Ob-audire" = Ascoltare con grande attenzione!). Non possiamo rimanere "sordi" di fronte al suo invito: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna" (v 28b). In tutta la Bibbia si parla sempre di Israele, come "Vigna del Signore"! Oggi siamo noi, il nuovo Israele, il nuovo Popolo di Dio, chiamati a lavorare nella sua "nuova Vigna, che è la Chiesa. Di fronte al rifiuto dei suoi interlocutori, trincerati dietro una corazza di ipocrisia impenetrabile, è davvero sorprendente trovare, quali esecutori della volontà del Padre, " due", tra le categorie più disprezzate e socialmente emarginate di allora (Come del resto, anche di oggi): le Prostitute ed i Pubblicani. Quante volte, anche noi, come il figlio "svogliato" della Parabola, opponiamo resistenza e "rifiuto" alla volontà del Padre. Ma l'augurio è che, insoddisfatti, poi, da questo nostro comportamento, possiamo "pentirci", e riprendere a lavorare nella Vigna del Signore, disposti a cambiare le nostre scelte di vita, così da far parte un giorno, di un Regno "diverso", che Gesù è venuto ad inaugurare, col suo santo Natale. Pertanto, buon cammino di Avvento a tutti, con l'augurio di una serena giornata.
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di Redazione
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