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Mandatoriccio (Cosenza) - Ti rendi lode, Padre, perché ti sei rivelato ai piccoli


di DON MICHELE ROMANO - Nei pochi versetti del Vangelo di oggi (Lc 10, 21-24), vediamo Gesù che esulta nello Spirito Santo: Una gioia profonda, legata al ritorno dei discepoli e ai frutti della loro missione. Loda soprattutto il Padre, per aver rivelato il suo Regno a persone "semplici", e non ai sapienti e ai dotti, perché solo attraverso l'umiltà e l'ascolto, si può comprendere pienamente la sua "Missione". Infatti, l'espressione "piccoli", indica proprio gli umili, coloro, cioè, che sono disponibili a riconoscere la loro dipendenza da Dio, al contrario dei "sapienti", che confidono solo nelle loro capacità intellettive. Tuttavia, saranno definiti "beati", solo i Piccoli, perché "vedono" e "ascoltano" cose, che molti Profeti e Re hanno desiderato! È chiaro, quindi, come la loro "Beatitudine, derivi proprio dalla vicinanza a Gesù e dall'Ascolto della sua Parola. Ecco perche' ancora commosso, per quanto quel giorno è accaduto, Gesù alza gli occhi al cielo, e ringrazia con gioia il Padre: "Ti rendo lode Padre, Signore del Cielo e della Terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti ai dotti, e l'hai rivelate ai piccoli" (v 21a). Questo "segreto d'Amore" di Dio, costituisce la nostra vera familiarità con Lui, racchiude la nostra gioia e la nostra futura beatitudine di discepoli. La raccomandazione finale, rivolta da Gesù ai discepoli: "Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete..." (v 23), ci rimanda allo sguardo del vero credente, abilitato a "vedere", e saper "riconoscere" Dio, nella sua quotidianità, a coglierne i silenziosi passaggi, ed individuarne le "incidenze", là dove altri non vedono che banalità e casualità senza senso. Perciò, a mio avviso, sarebbe meglio sostituire al termine (pagano) "coincidenza", il neologismo cristiano: "Dio- Incidenza", a voler esprimere il manifestarsi, l'incedere di Dio nella nostra vita. Ma il Cristiano, prima di essere. l'uomo della "Visione", è l'uomo dell'Ascolto: "Molti profeti..., avrebbero voluto ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono (v 24b). Se oggi i nostri occhi, non riescono a "vedere", è perché i nostri orecchi sono assordati da troppi rumori (e non solo materiali...), troppe parole inutili. Propositiamo, pertanto, in questo Tempo "Opportuno" dell'Avvento, di migliorare anche la nostra Preghiera, soprattutto perché questo "cammino" verso Betlemme, diventi anche per noi, per antonomasia, il "Tempo" della guarigione degli occhi e del nostro "sguardo", altrimenti, non riusciremo  neanche a "vedere" (e ""riconoscere") nel Bambino di Betlemme, "il Dio che si è fatto carne", per illuminare ogni uomo, con la sua Luce. È vero, qualche volta anche il nostro Pregare, diventa un frettoloso snodarsi di parole, di cui non abbiamo più consapevolezza, o, peggio, diventa uno sciorinare una lista di richieste al Signore. Forse è il caso di prenderte una ferma decisione: In questo "Tempo Forte" dell'Anno Liturgico, troviamo il coraggio, di "staccare la spina", e concederci uno spazio di riflessione, di silenzio, e soprattutto, di "ascolto", perché possiamo renderci sempre piu disponibili, ad accogliere la "beatitudine" di coloro che, finalmente, "vedono" e "odono", per giungere gioiosi alla Grotta di Betlemme! A tutti giunga l'augurio, di un buon cammino d'Avvento.


di Spazio autogestito dalla parrocchia 'San Giuseppe' Mandatoriccio Mare | 02/12/2025

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