di DON MICHELE ROMANO - Oggi diamo inizio al nuovo Anno Liturgico (Anno A), con la prima Domenica di Avvento, Anno in cui approfondiremo il Vangelo secondo Matteo, che nel brano odierno (Mt 24, 37-44), ci invita a "vegliare", nell'attesa del Natale del Signore Gesù: Il Figlio di Dio, che viene ad abitare in mezzo a noi e si fa uno di noi, per darci la possibilità di diventare anche noi, figli di Dio! Il forte richiamo di oggi, è sempre la sollecitudine alla "vigilanza": "Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà" (v 42). Consapevoli, che stiamo attraversando un periodo storico difficile (Se non drammatico!), caratterizzato, purtroppo, da tante assurde guerre, fame, malattie, ecc., ancor più siamo chiamati a "Vegliare" ogni giorno. Questo, soprattutto, quando siamo scoraggiati, per non farci travolgere dalle mille cose da fare (Invece, come sarebbe bello, poter dire con Santa Teresa d'Avila: "Solo Dio basta...!"), farci travolgere, cioè, da questa crisi economica ed affettiva, che ci sta facendo sempre più "rinchiudere nei ranghi" del nostro egoismo, mentre il Signore "ci insegna a vivere nelle sue Vie..., a camminare per i suoi sentieri" (Is 2, 3b). Apriamo, pertanto, il nostro cuore, in questo "Tempo Forte" di Avvento, alla "PACE!" A tal proposito, come sarebbe auspicabile e "profetico", che in questo tempo di guerra che, constatiamo tutti, genera solo morte e distruzione, tutte le spese per gli armamenti, diventassero "Strumenti di Lavoro" e "Pane" per chi non ne ha: "Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri..." (Is 2, 4b). "Vegliamo", dunque, perché sappiamo che la nostra vita, è una continua lotta - ci insegna San Paolo - (2Tm 2, 4,7), e per vincere il nostro comune "Nemico", dobbiamo necessariamente avvalerci dell'aiuto dei Sacramenti e dell'Ascolto della Parola di Dio, certi che dentro di noi, portiamo tutti un frammento di eternità, "trapiantato" nel nostro cuore, che altro non è, se non la "caparra" stessa di Dio! Una cosa è certa: "Il Figlio dell'uomo verrà!" Vigiliamo pertanto, perché il Signore non viene solo a Natale, ma sappiamo bene, che ci sarà un giorno (Quello della nostra morte), in cui ci troveremo davanti a Lui, "a rendere conto della nostra vita" (Rm 14, 12). L'invito, pertanto, è ad essere "svegli", operosi ed impegnati, per testimoniare l'Amore e la Pace, che soprattutto in questi giorni, sentiremo sbandierare da ogni "pulpito". La nostra vita, e lo sappiamo bene, e' un "mistero" che ci sfugge! Non ci "possediamo", perché siamo del Signore. Ecco perchè, in questa "attesa nella beata speranza", oltre il Natale, ignorando il "quando" del suo ritorno, siamo chiamati a coltivare il desiderio di un "oltre", che riempie di senso, la nostra attesa nel quotidiano: "Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola..." (vv 40-41). È lì, proprio nel quotidiano, il "dove" si opera la distinzione, tra quelli che "vegliano nell'attesa", e quelli che "dormono". Apparentemente, sia i due uomini, che le due donne, fanno le stesse cose. Quello che è determinante, non è il "cosa" si fa, ma il "come" lo si fa. Un "come" che può essere "nascosto" agli occhi dell'uomo, ma che non sfugge certo a Dio, che legge nel nostro cuore, e non si ferma, mica, all'apparenza! Così, i tempi di Noè, intendono richiamarci il rischio di una incosciente e colpevole indifferenza: "Mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito..." (v 38), ovvero, svolgevano le cose quotidiane, ma il loro dramma, fu la noncuranza di Dio, accecati, com'erano, dall'indifferenza e dall'orgoglio presuntuoso. A queste attitudini contrarie all' Avvento, rispondiamo con lo "stupore" e l'umiltà, che devono caratterizzare l'Attesa di Colui che, SOLO, può "compiere" la Storia, e donarci tanta gioia e serenità, nella nostra vita. Auguro a tutti di cuore, un sereno e buon cammino di Avvento.
di Spazio autogestito dalla parrocchia 'San Giuseppe' Mandatoriccio Mare | 30/11/2025
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