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Mandatoriccio (Cosenza) - La nostra 'miseria' è l'offerta più gradita a Dio


di DON MICHELE ROMANO - L'episodio narrato nel Vangelo di oggi (Lc 21, 1-4), ci parla di una povera Vedova, che gettò "due monetine" nel Tesoro del Tempio, e l'episodio ci insegna, che le "piccole cose", possono passare inosservate agli occhi degli uomini, ma non agli occhi di Dio, il "solo" che vede nel segreto del nostro cuore, perché "Lui non guarda ciò che guarda l'uomo" (1Sam 16, 6). Tant'è, che il povero gesto di questa Vedova, meritò persino l'elogio di Gesù: "In verità vi dico...": lei povera, con l'aggravante della vedovanza, con le sue due monetine, ha dato più di tutti i ricchi presenti, perché per lei, quelle due monetine, rappresentavano, non il superfluo, un qualcosa che le avanzava, ma era tutto quello che aveva per vivere; mostrando così, di credere e sperare nella Provvidenza di Dio, che nulla fa mancare (Anzi assicura il cento per uno!), a chi confida in Lui: "Si è più beati nel dare - poi, ci ricorda San Paolo - che nel ricevere" (At 20, 35b). C'era un'usanza all'epoca di Gesù, ("velata", ahimè, quanto palese!), che qui provo a descrivervi, e che è bene conoscere. A quel tempo, i ricchi che si portavano al Tempio, generalmente si facevano annunciare e procedere da alcuni servi, che davanti a loro suonavano la tromba o un campanello. Questo, rappresentava l'occasione propizia per tanti poveri, per sedersi sui gradini della scalinata del Tempio e chiedere, speranzosi, l'elemosina di questi ricchi. Tutta povera gente, ridotta alla fame (Purtroppo, "ironicamente" diciamo, ancora l'INPS non esisteva!). In questo modo, veniva data anche l'opportunità ai ricchi, di "pavoneggiarsi" nel fare elemosine, ostentando la loro pseudo­- generosità, che mirava solo a riscuotere il plauso della gente..., ma non certo quello di Dio! La nostra povera Vedova, molto probabilmente, avrà dovuto sopportare, anche i sogghigni e gli sguardi sprezzanti dei benestanti lì presenti, provando sicuramente tanta vergogna per la sua misera offerta, che tra l'altro, dovette attirare grandemente l'attenzione di tutti, in quanto le due monetine erano di ferro, e nell'impatto con l'imbuto di rame, del Tesoro del Tempio, dovettero fare non poco rumore..., e proviamo ad immaginare l'imbarazzo della poveretta. Tuttavia, che grande "lezione di vita", per noi tutti: Davanti a Dio, anche per noi, avrà valore solo se sapremo dare, non ciò che ci avanza (E quindi senza amore e spirito di generosità!), ma ciò che "ci costa", consapevoli che se noi siamo generosi con Dio, Lui lo sarà ancor di più con noi. Il resto, è vera miseria: "Non preoccupatevi per la vita..., né per il corpo...; Cercate piuttosto il regno di Dio e queste cose vi saranno date in aggiunta" (Le 12, 22.3.1). Concludo, riportando le meravigliose parole di Sant'Agostino: "E molto di più avere Dio nell'Anima, che oro nella cassaforte!" Auguro a tutti di cuore, una serena e santa giornata.


di Spazio autogestito dalla parrocchia 'San Giuseppe' Mandatoriccio Mare | 24/11/2025

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