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Mandatoriccio (Cosenza) - I talenti: doni da investire in attesa del 'suo ritorno'


di DON MICHELE ROMANO - Domenica prossima, si conclude questo Anno Liturgico (Anno C), con la Celebrazione della Solennità di Cristo: "Re dell'Universo!" Trovandoci alla conclusione di questo Anno, è come dire, viviamo un "tempo di bilancio'', un tempo di "verifica", su come abbiamo saputo investire (anche in
quest'Anno), i "Talenti" che il Signore ci ha donato. Ecco, allora, che Gesù, per stimolarci in questo "esame di coscienza", come suo solito, ricorre alla "Parabola", per meglio illuminare la nostra riflessione. Infatti, nella Parabola del Vangelo di oggi (Lc 19, 11-28), non è difficile ravvisare in questo "Uomo: di nobile stirpe, che parte per un paese lontano per ricevere il titolo di re" (v 12), lo stesso Cristo Signore, che ci affida il dono più grande: il Vangelo, da annunciare a tutti, facendo tesoro di tutte quelle belle qualità: Mine, o Monete, o Talenti, che dir si voglia, e che Dio ci ha fornito per tale Missione! Certo, tutto ciò che ci ha donato, non l'ha fatto con i parametri della meritocrazia, ma per valorizzare ciò che ognuno di noi è, raccomandandoci sempre la perseveranza e la fedeltà nella vigilanza. Già il Peccato, è stato un "grido blasfemo", che abbiamo elevato contro di Lui: "Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi" (v 41b). Una infedeltà assurda, che comprime la Fede, in un arido senso del dovere, in un Dio che, invece, ci ha mostrato, di "amarci sino alla fine", fidandosi di noi. Assurda, quindi, l'idea di tanti che vedono in Lui, un Dio "severo"! Al contrario, Lui è un Dio che ama la vita, e ce l'ha dimostrato, fino a condividere la nostra povera umanità, e la nostra stessa morte (e persino di Croce!). Ora, con intelligenza e volontà, siamo chiamati a saper "ricambiare", questo suo Amore, facendo fruttificare i doni che ci ha consegnato. Non possiamo accampare "scuse" con Lui (San Paolo ci ricorda che: " Dinanzi al Signore, siamo tutti "inescusabili"­ Rm 2, 1), magari, assecondando la pigrizia e la mancanza di produttività. Ecco perché Gesù, ci ricorda: "Siate freddi o caldi..., i mediocri, i tiepidi, sto per vomitarli dalla mia bocca" (Ap 3, 16). Siamo tutti chiamati alla Santità, anche con "una sola moneta", perché Dio "non guarda ciò che guarda l'uomo" (1Sam 16, 7b). Quanti Santi, anche se non particolarmente dotati: Non ricchi, non protagonisti, non colti, ecc., sono stati lodati e premiati dal Signore, "per aver saputo attendere con Amore la sua venuta". Il Cristiano maturo, vive il “Già” della Terra, con grande Fede e serenità: La sua vita non è ossessionata dalla curiosità malsana di voler sapere il momento preciso, del "ritorno Glorioso" del Signore. Lui, e questo ci sia ben chiaro: Verrà sempre in un momento diverso, da quello che ipotizziamo noi. Perciò, ci dice: "Tenetevi pronti...! Il Cristiano autentico, sa vivere anche consapevolmente, la dimensione del “Non Ancora”, valorizzando il "Tempo presente", perché la gioia e il piacere dell'incontro finale con Cristo, nella sua Parusìa, sarà tanto gioioso, quanto maggiore sarà stato l'impegno profuso, per la causa del suo Regno: quale risposta libera e responsabile, al suo Amore misericordioso! Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e santa giornata.


di Spazio autogestito dalla parrocchia 'San Giuseppe' Mandatoriccio Mare | 19/11/2025

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