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Mandatoriccio (Cosenza) - Dio è 'Dio dei viventi'


di DON MICHELE ROMANO - Il Vangelo di questa XXXII Domenica del Tempo Ordinario, ci mostra tutta la nostra "insipienza", allorquando, alla pari dei Sadducei (i quali sostengono che non c'è Risurrezione - v 27), poniamo al Signore domande, che è proprio il caso di definire "insensate", ossia, che non stanno né in cielo, né in terra, pensando, a dire il vero, di poter risolvere problematiche, che riguardano l'Aldilà, con criteri tipici delle nostre relazioni umane. Ma il futuro è altro: spesso dimentichiamo che esistono altre prospettive di vita, e che la nostra esistenza terrena, è solo una tappa provvisoria, verso questa vita futura, nel Regno del Risorto. In Cielo, chiarisce Gesù, ci andremo tutti in sommo grado, scompariranno invidie, gelosie, discriminazioni, rapporti parentali, ecc.! Negare la Risurrezione dei morti, equivale a dire, che neanche Cristo è risorto, ed allora, anche la nostra predicazione è vuota - dirà San Paolo - così come la nostra stessa Fede (1Cor 15, 14). Oggi, gli astuti Sadducèi costruiscono "ad arte", un caso limite (vv 29-33), per mettere in difficoltà Gesù, facendo ricorso alla famosa Legge del Leviràto, citata nella Toràh (v 28), che autorizzava un uomo a prendere come moglie, la vedova di suo fratello, rimasta senza figli. In virtù di questa Legge (nel caso proposto di questa donna, che è stata moglie di sette fratelli...!), i Sadducèi pongono questa cinica domanda a Gesù: "Alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie?" (v 33). Gesù risponde: "Quelli che: saranno giudicati degni della vita futura e della Risurrezione dei morti, non prendono né moglie né marito" (vv 34- 35). Consapevole dei nostri "dubbi", il Signore ci assicura che: Dopo la nostra morte, al di là della distruzione del nostro corpo (e di questo mondo passeggero!), ci saranno "Cieli nuovi e Terra nuova". Poi, per vincere la loro ignoranza, Gesù cita anche Mosè, a proposito del Roveto, quando dice: "Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco, e Dio di Giacobbe. Non è Dio dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui" (vv 37-38). Questa diatriba con i Sadducèi, raggiungerà il suo apice, nell' affermazione che Gesù fa, nel brano parallelo di Matteo: "Vi ingannate, perché non conoscete le Scritture e neppure la potenza di Dio" (Mt 22, 29); Infatti, avevano ridotto la Religione, ad un insieme di norme e precetti, senza alcuna prospettiva futura. Gesù, testimonia invece, che il Dio della vita, offre a tutti "coloro che ne sono degni e benedetti dal Padre" (Mt 25, 34), una certezza meravigliosa: un futuro di Risurrezione, candidati del suo Regno, per condividerne la Gloria futura! Auguro, pertanto, a tutti di cuore, una serena e santa domenica.


di Spazio autogestito dalla parrocchia 'San Giuseppe' Mandatoriccio Mare | 09/11/2025

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