In un tardo pomeriggio di fine ottobre, uggioso e dai colori tipicamente autunnali, la pioggia cadeva lenta fuori dalle finestre. In quell’atmosfera raccolta, le lettrici e i lettori della rassegna “Viaggio nella lettura”, promosso dal Circolo Culturale “Zanotti-Bianco” di Mirto-Crosia (Cs) e guidato con straordinaria cura dal dott. Antonio Iapichino, si sono ritrovati insieme. Hanno avuto così la possibilità di rilassare la mente e allietare il cuore, immergendosi nelle pagine del libro Le nuvole non hanno forma dello scrittore e medico Angelo Bianco.. Angelo è figlio della nostra bella e a volte contradditoria terra di Calabria; Angelo è un emigrante che lascia il suo amato paesino, Acri, ma lo lascia fisicamente ma non lo abbandona mai, né con la testa e né con il cuore. La sua narrazione è manifestazione di questo legame indissolubile con le sue radici. Intorno alla “tavola rotonda” del Circolo, si è creata una comunità di interpreti che, con attenzione e trasporto, si è accostata al mondo dell’autore, promuovendo una lettura profonda e interiorizzata del suo messaggio. “È un libro che dovrebbe leggere chi decide di intraprendere la carriera da medico” afferma con convinzione la signora Marcella. “In ogni contesto sociale, serve diffondere più umanità, più solidarietà, più empatia tra gli individui” aggiunge la signora Rosa. Pensieri che spontaneamente nascono quando leggiamo la nuvola del medico Angelo, che cura con scienza i suoi pazienti ma sa anche preservarne la dignità, mostrandosi tollerante e comprensivo della sofferenza e del dolore di chi è al di là della “linea gialla”. Abbiamo dibattuto sui temi centrali del libro: la leggerezza e l’ironia; il tempo che scorre; la famiglia e le radici. Angelo ci invita a sorridere quando si presenta la “professorona” di turno , perché leggerezza non è mancanza di profondità, ma il miglior antidoto contro le brutture del vivere quotidiano. È vero che il tempo scorre ma è inutile sprecar del tempo lamentandoci, dando importanza all’apparire, al superfluo, ci perdiamo in mille “cose da cosare” perdendo di vista ciò che potrebbe aiutarci a risolvere le criticità e gli ostacoli che inevitabilmente si presentano nel nostro cammino. Ci sono i ricordi e i racconti di chi non c’è più ma per sempre farà parte di noi: genitori, nonni, amici. E attraverso i loro insegnamenti, improntati sul rispetto, sull’aiuto reciproco, potremmo anche noi sperare di poter vivere in un mondo più sereno e genuino, proprio come era quello di chi ci ha preceduto. Eh si, Angelo, vorremmo tanto riassaggiare l’uovo delle nostre nonne. Angelo ricorda con amore e gratitudine i suoi genitori ed è per loro che nei suoi pazienti rivede gli occhi e il volto di sua mamma e di suo papà, con una preferenza maggiore per la classe ’34, la classe di ferro. Angelo ritorna bambino ogni qualvolta il calendario segna il 30 ottobre, la festa di Sant’Angelo, la festa di ogni Acritano. In quel giorno tutti sentiamo profondamente il senso di appartenenza alla comunità e alla fede religiosa e, tra sacro e profano, tutti ci perdiamo tra la pasta al forno e le polpette abilmente create da mamme, mogli, nonne. Tutto questo Angelo lo sottolinea nel suo libro e dà voce non solo ai suoi sentimenti ma a quelli di tutti coloro che lo leggono. “Aver partecipato all’incontro di lettura del libro di Angelo Bianco é stato molto interessante e soprattutto ha lasciato percepire il suo rapporto di nostalgia con la propria terra di Calabria e le sue radici, una nostalgia “costruttiva“ che non è rimasta immobilizzata nel passato, bensì lo ha reso linfa vitale nel presente, un sentimento che vibra in ogni calabrese lontano dalla sua terra. La docente De Marco poi ci ha egregiamente addentrato nella lettura del libro attraverso una presentazione molto semplice ed accurata, oltre alla scelta oculata delle storie tra le più significative attraverso cui lo scrittore ha voluto raccontare le sue esperienze di vita quotidiane legate ai ricordi ed alle sue radici acresi. Gran bel viaggio nella lettura!” il commento della prof. Seminario. A fine serata, ci siamo ripromessi di alzare lo sguardo al cielo più spesso, di distenderci nel prato dei ricordi, inseguendo, tra le nuvole, una forma familiare, un volto, un’emozione. E proprio come le nuvole , anche la nostra vita cambia continuamente forma, eppure qualcosa resta sempre lì, sopra di noi, pronta a raccontarci qualcosa di nuovo, che continuerà a farci sorridere ed essere felici. Prof.ssa Giulia De Marco co-referente rassegna “Viaggio nella lettura” Circolo Culturale “Zanotti Bianco” Mirto-Crosia (Cs)
di Redazione | 06/11/2025
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