di DON MICHELE ROMANO - Il Discorso che oggi, Gesù, tiene a Nàzareth, nella Sinagòga del suo Villaggio (Lc 4, 16-30), racchiude quasi tutto il suo "Programma". Gesù si presenta ufficialmente, come il Profeta inviato da Dio, applicando a sé, le parole di Isaia 61,1-2 : "Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio..." (v 18a), brano che si leggeva quel Sabato nella Sinagòga, e che Gesù, applicandolo a sè stesso, fa capire che sarà Lui, il Liberatore del suo Popolo e di quanti soffrono. Inoltre, in modo provocatorio, Gesù evoca anche il comportamento dei Profeti Elia (1Re 17), ed Eliseo (2Re 5), a voler sottolineare un apertura "universalistica" della sua Missione Salvifica, mostrando, così, che la Salvezza non è destinata solo agli Ebrei, ma è per tutti, in quanto: "Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati" (1Tm 2, 4). Tuttavia, a Nàzaret, la sua manifestazione, è ostacolata dalla diffidenza e dall'ostilità degli ascoltatori: "Non è costui il figlio di Giuseppe?" (v 22b). Paradosso, vuole, che, mentre a Nàzaret non lo riconoscono come l'Inviato di Dio, a Cafàrnao, invece, anche i demoni, lo proclamano: "Il Santo di Dio" (Lc 4, 34). Ecco perché il Vangelo, pur essendo destinato ai Giudei, trova più accoglienza, già fin dall'inizio, solo tra i pagani. Con il proverbio: "Nessun profeta è bene accetto nella sua patria" (v 24), Gesù delinea il suo destino di Profeta emarginato ed inascoltato. Ma Lui, è venuto a portarci questo "Lieto Annuncio": "Vero digiuno - aveva predetto Isaia 56, 8 - è dedicarsi soprattutto ai poveri e agli emarginati, a coloro che mancano, cioè, dei beni necessari, ma prima di tutto della Libertà. Tra la predicazione di Isaia, e quella di Gesù, c’è uno stacco netto: *L'Oggi*. Ovvero, ciò che in Isaia era un "Annuncio", in Gesù diventa "Realtà"; Diventa, appunto, "L'oggi" della Salvezza: "Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato" (v 21). Gesù è la Salvezza, e la Via per conseguirla! Con Lui, si realizza "l'Anno di Grazia del Signore" (v 19), perché la Grazia accordata da Dio agli uomini, passa attraverso la sua Persona; anzi è Gesù stesso. Destinatari di questo gioioso "Messaggio", sono proprio loro: I poveri, i peccatori pentiti, gli oppressi. Si capisce, allora, come l'Anno di Grazia del Signore, sia il tempo del perdono, che Dio accorda, a quanti si accostano a Lui, con sentimenti di umiltà e di povertà. Purtroppo, Gesù prevede fin ora l'indurimento del popolo di Israele (come un giorno il Signore, dichiarerà a Mosè: "Ecco, è un popolo dalla dura cervìce - Es 32, 9), e l'elezione dei popoli Pagani. Infatti, già nella finale di questo brano, ci si avvia alla Sua tumultuosa eliminazione: "Lo cacciarono fuori dalla città e lo condussero fin sul ciglio del Monte..., per buttarlo giù" (v 29). Il modo in cui Gesù ha "scandalizzato" i suoi concittadini di allora, ahimè, non differisce molto da quello con cui scandalizza noi oggi. La "tentazione" di voler "addomesticare" il Cristo, è di tutti e di sempre, ma Gesù è serio e deciso, nella sua Missione, non si lascia mica intrappolare: o lo accogliamo nella nostra vita, in modo sincero e coerente, o se ne va: "Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino" (v 30). Auguro a tutti, di trascorrere una serena e santa giornata.
di Spazio autogestito dalla parrocchia 'San Giuseppe' Mandatoriccio Mare | 01/09/2025
Testata Giornalistica - Registrazione Tribunale di Rossano N° 01/08 del 10-04-2008 - Nessun contenuto può essere riprodotto senza l'autorizzazione dell'editore.
Copyright © 2008 - 2026 Ionio Notizie. Tutti i diritti riservati - Via Nazionale, Mirto Crosia (CS) - P.IVA: 02768320786 - Realizzato da CV Solutions
Ogni forma di collaborazione con questo quotidiano on line è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita - E-mail: direttore@ionionotizie.it