di DON MICHELE ROMANO - Il brano Evangelico di oggi (Mt 11, 28- 30), ci conferma che la Verità del Vangelo, non si basa più sulla Testimonianza dei Profeti, ma sull'Incarnazione stessa della Parola; Non è più solo un "Testo Ispirato", ma una *Persona: Cristo Gesù*, ed è solo in Lui che troviamo la "chiave" della nostra Fede e del nostro essere al mondo! Sarà proprio Lui, che darà "ristoro" alla nostra vita, ed è solo Lui che può rendere "il gioco dolce e il peso leggero", perché sollevato dalla sua Salvezza. Ci chiediamo: Cos'è il "Giogo"? Nella cultura contadina, è un dispositivo - per lo più di legno - per la trazione animale che, applicato sulla parte anteriore, ad esempio, di due buoi, ne permette la sottomissione. Ma in senso figurato, come "giogo", si intende anche la condizione di assoggettamento a qualcuno. Si dice infatti: "Imporre un giogo" a qualcuno! Da questo deduciamo, che Gesù nel Vangelo, parlando di "giogo", ci chiede una sottomissione a Lui: "Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me..." (v 29a), assicurandoci che, non è: né pesante, né opprimente! Certo, non è il giogo imposto dagli scribi e dai Farisei, o dai Dottori della Legge, che:
"Percorrono il mare la terra per fare un solo prosèlito e poi..., lo rendono figlio della Geènna" (Mt 23,15), e che "caricano gli uomini di pesi insopportabili e loro non li toccano neppure con un dito" (Lc 11, 46). Il giogo di Gesù, invece, è "dolce", ed invita tutti noi "stanchi ed oppressi", a sottometterci a Lui, per trovare "vero Ristoro!" Oggi, purtroppo, gli uomini non si vogliono sottomettere a Dio, rivendicando ogni sorta di libertà (fino a scadere nel libertinaggio!), e la propria autonomia! Non si ha voglia di portare nessun "giogo", ed è così che oggi registriamo nel mondo, guerre assurde ed ogni tipo di violenza! A tal proposito, diceva Dostoevskij: "Chi non si inginocchia davanti a Dio, si inginocchierà inevitabilmente di fronte agli uomini!" Quello che Gesù ci propone, oggi, nel Vangelo, è proprio il passaggio dalla Legge, al Vangelo, dal giogo del Dovere, alla gioia dell'Amore, dalla Promessa, al dono dello Spirito. Fondamentale, è anche notare, che la prima parola che Gesù dice, è: *"Venite"*, una parola che invita alla sua sequela, e che troviamo in altri tre testi evangelici: 1)- Innanzitutto la rivolge ai primi discepoli, quando li chiama a seguirlo (Mt 4, 19); 2)- La rivolge, ancora, al capitolo 22 di Matteo, versetto 4, quando li invita alle Nozze: "Venite alle nozze!"
3)- Ed infine, la ripete nel Giudizio finale: "Venite, benedetti dal Padre mio" (Mt 25, 44). Proprio seguendo Gesù, entriamo in comunione con Dio, prendendo così, parte al suo Regno. Queste parole: "Venite a me", ci richiamano le parole della Sapienza (Sir 51, 23-27), perché sostanzialmente queste espressioni di Gesù, sono ricalcate su questo invito alla Sapienza, e Gesù si presenta a noi come la Sapienza di Dio, che si rivela (abbiamo visto nella riflessione
di ieri!), soprattutto ai "piccoli". Ma nell'invito di oggi, Gesù ci manifesta tutta la sua vicinanza e solidarietà! Infatti, precisa: "Venite a me, voi tutti..." (v 28a). Tutti, non solo qualcuno! Ora invita "tutti", non solo i "piccoli", ma anche Corazìn, Betsàida, Cafàrnao..., invita anche i dotti e i sapienti, perché solo seguendo Lui, ci scopriremo tutti Fratelli: fra di noi e con Lui, e finalmente, sapremo riscattare la nostra vita dal non senso! Con questa Speranza nel cuore, Auguro a tutti, di trascorrere una serena e santa giornata.
di Spazio autogestito dalla parrocchia 'San Giuseppe' Mandatoriccio Mare | 17/07/2025
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