di DON MICHELE ROMANO - Nel Vangelo di oggi (Mc 6, 53-56), Marco ci offre uno dei suoi "Sommari" (piccole "sintesi" della vita di Gesù), in cui vediamo questo grande "potere del contatto" con Lui, che sperimentano coloro che arrivano a "toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati" (v 56). In tanti, "da tutta quella regione" (v 55a), perché i bisogni e le malattie non hanno "confini", accorrono a Lui, e come abbiamo ascoltato, ambiscono semplicemente, anche solo a "toccare un lembo", cioè, una infima parte del suo vestito. L'Evangelista, tuttavia specifica, che da Gesù venivano non "guariti", ma "salvati" (v 56b). Gesù è "Medico" di una medicina che "sana", ma soprattutto che "Salva", assicurando così, una guarigione "totale": nel Corpo e nello Spirito. Ecco perché ci chiede di "cercarlo", di incamminarci, sorretti e guidati dalla sua Luce, nel viaggio della Conversione. Ma chiediamoci: Noi viviamo con Fede, questo contatto con Gesù? Soprattutto nella Santa Comunione?
Perché è molto più che "toccare un lembo del suo mantello". Nell'Eucaristia riceviamo il suo Corpo "dentro di noi", che "guarisce" le nostre Anime. Per questo, Sant'Ignazio di Antiochia, definiva la Santa Eucaristia: "Farmaco di Immortalità!" Questo "Farmaco", ci deve curare, da tutto ciò che ci separa da Dio e dai Fratelli, antidoto all'individualismo e all'egoismo, che spesso caratterizzano la nostra vita quotidiana, facendoci, così, recuperare la centralità e la cura delle Relazioni, a partire dalle nostre Famiglie. Tante volte, tutti noi, non sappiamo riconoscere di essere "malati", bisognosi nel corpo o nello spirito, pronti a farci guarire, e ci riesce difficile "metterci in ginocchio", e pregare! Abbiamo bisogno di accostarci a Cristo, con fiducia e Fede grande, perché solo Lui ci svela il volto di un Dio compassionevole, che non ama la malattia, ma il Malato, che accoglie tutti, riservando "in primis", agli ammalati, che nella cultura del tempo, venivano considerati "Maledetti da Dio", un'attenzione mai ricevuta! Ecco perché l'esperienza Cristiana, finché si ferma ad essere solo una mera esperienza intellettuale, teorica, non cambia la nostra vita. Abbiamo bisogno di fare esperienza di Cristo, vivere questo "contatto" con Lui, soprattutto: Con la Preghiera, i Sacramenti e il confronto con la sua Parola. Ci aiutino a vivere questa esperienza di vera "Conversione", pronti ad indirizzare i nostri passi, lungo la strada percorsa da Cristo, perché ci "sfiori" , anche solo il Lembo del suo mantello, e così essere guariti nel "profondo" del nostro Cuore. Per questo, Ti preghiamo: Signore, donaci la Salute del corpo, ma soprattutto la Salvezza dell'Anima. Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e santa giornata.
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di Redazione
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