di DON MICHELE ROMANO - Oggi inizia l'Avvento, il primo "Tempo Forte" dell'Anno Liturgico (C), che ci prepara al Santo Natale. Il brano Evangelico (Lc 21,25-28.34-36), ci impone una domanda di fondo: "Dove andremo a finire?" Siamo, chiamati, pertanto, a fare un serio esame di coscienza: Possibile, che ancora viviamo così ostinatamente assorti, nella cupidigia e negli affanni della vita, fino al punto di arrivare davanti al Signore, nel giorno del "rendiconto" della nostra vita, e ci facciamo trovare, di fatto, così accecati da questo "materialismo", al punto di non saperlo neanche "riconoscere?"
Ma sforziamoci, allora, di accogliere "l'antidoto" che Gesù, oggi, ci offre nel Vangelo: "Vegliate in ogni momento..., pregando!" (v 36a). La "Vigilanza", tuttavia, deve essere nutrita dalla Preghiera costante, perché la Preghiera: "la più divina tra le virtù"(E.Pontico), ha in sé, la sublime capacità "profetica", ovvero, ci fa passare dal semplice "vedere", al saper "guardare" la nostra quotidianità, con l'occhio di Dio, cogliendone la "profondità di senso. Questa "visione soprannaturale", ci porterà a conoscere la Verità su Dio, sul mondo, su noi stessi! San Paolo, infatti, ci esorta in tal senso: "È ormai tempo di svegliarsi dal sonno..., gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce! Comportiamoci onestamente..., rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non lasciatevi prendere dai desideri della carne! (Rm 13, 11-14). La "Vigilanza" Cristiana (Esatto contrario "dell'Oppio dei popoli"), unitamente alla Preghiera, sono il nostro "alzare il capo" davanti al Signore che viene, non come Giudice severo, bensì come Fratello, pronto ad accoglierci. Questa possibilità è offerta ad ognuno di noi: rifuggendo, in tal modo, l'ebbrezza di un presente fuorviante, ci convertiamo ad un presente che, con l'aiuto di Dio, ci porterà ad avere: "La forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo" (v 36b). Non serve "fuggire" davanti al Signore! La stessa domanda, che Dio rivolse un giorno ad Adamo e a Caino: "Dove sei?" (Gen 3, 9; 4, 9a), un giorno, la rivolgerà anche a noi, anche se in modalità diversa: "Che ne hai fatto della tua vita? Perché hai preferito "le Tenebre alla Luce"? Converti la tua vita, accogli, oggi, la mia Parola di Salvezza...: "Perché quel giorno non vi piombi addosso improvviso" (v 34b). Spesso ci sentiamo "ubriachi" (E non certo di vino!), confusi ed appesantiti dall'affanno del possedere e dell'avidità, senza mai sentirci appagati, ignorando che su questa Terra, siamo tutti e solo di passaggio! Dimentichi, altresì, di quella "vigilanza" dello Spirito, che solo nella Preghiera, può farci aspirare a quella Luce, che ci proietterà ad amare e a praticare il bene, rifuggendo il male! Purtroppo, il mondo che ci circonda, spesso ci tenta e ci affascina, mentre il Regno di Dio, ci sembra così lontano, da apparire irraggiungibile. Tuttavia, non dimentichiamo mai, che è la nostra mèta. Iniziamo, allora, questo nuovo Anno Liturgico, accogliendo questo pressante invito alla "Vigilanza", che ci prepara al cammino verso il S.Natale di Gesù. Sarà questa "coerenza" di vita, nella serietà della Vigilanza e della Preghiera, a farci "trovare pronti", quel giorno, all'incontro finale con Dio! Con l'auspicio, che il Signore possa benedire questo nostro proposito, Auguro a tutti, una serena e santa domenica!
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di Redazione
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