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Mandatoriccio (Cosenza) - "Rabbi', è bello per noi essere qui !"


di DON MICHELE ROMANO - Oggi celebriamo la festa della Trasfigurazione del Signore (Mc 9, 2-10). Tutto si svolge su "un alto monte", che nella Bibbia è sempre luogo della vicinanza con Dio: "Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte" (v 2a). Vivendo questo momento di intimità, con questi suoi tre discepoli: "in disparte, loro soli", Gesù concede un "assaggio di Gloria": "Fu trasfigurato davanti a loro", per sostenerli soprattutto, nella loro fede, vedendo che erano rimasti frastornati dopo l'annuncio della sua fine imminente, e per aiutarli, in definitiva, a superare lo "scandalo" della Croce (1Cor 1, 23). Questo evento, possiamo leggerlo come una "anticipazione" del parziale svelamento, di quello che sarà il "Segreto Messianico", che fa da filo conduttore, in tutto il Vangelo secondo Marco! Tant'è, che più avanti, sarà Gesù stesso ad imporre il silenzio sull'accaduto: "Ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto" (v 9a), perché la completa Rivelazione del suo Messianismo, avverrà solo alla Luce del Mistero Pasquale (Kèrigma!).
La Luce che emana da Gesù, nella sua Trasfigurazione, mostra in tal modo, i suoi "lineamenti gloriosi", a completamento della sua piena identità, e se da una parte, "spaventa" i discepoli: "Pietro infatti non sapeva cosa dire..." (v 6a), nel contempo li "rallegra" (pur senza averne piena comprensione!): "Rabbì, è bello per noi essere qui" (v 5). Quali autorevoli testimoni, poi, ad attestare l'autenticità di questo evento sul Tàbor (Evocazione del monte Sìnai), ecco apparire Elìa, in rappresentanza dei Profeti, e Mosè, rappresentante della Legge, a garanzia che l'evento va letto e compreso in continuità con tutta la Storia della Salvezza, narrata nel Primo Testamento: "La Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità per mezzo di Gesù Cristo" (Gv 1, 17). Importante è anche notare, come Gesù preferisca (a scanso di ogni equivoco di "blasfemìa"!), avvalersi del titolo "Figlio dell'Uomo", che ci rimanda alla famosa Visione di Dan 7, 13-14, e non quello di "Figlio di Dio". Ma Gesù, rimane sempre, per tutti noi, l'unica Rivelazione di Dio! Ecco perché il Padre, fa risuonare forte la sua voce sul Tàbor, invitandoci: "Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!"(v 7b), perché solo da questo Ascolto della Parola fatta "Carne" in Gesù, troveremo: gioia pace e benedizione!
In Lui, tutte le Profezie si stanno "compiendo", perché Gesù è la "chiave" per comprendere tutto L'Antico Testamento: "Ecco il mio servo..., il mio Eletto in cui mi compiaccio" (Is 42, 1). Volendo "attualizzare" questa Parola di oggi, possiamo dire che: Solo chi passa dal Tàbor, a contemplare la bellezza luminosa del Signore, potrà affrontare il
Gòlgota, perché Tàbor e Gòlgota, sono due "tappe" dello stesso percorso di salvezza, una "simbiosi" da sperimentare nella nostra vita. Sappiamo bene come la Croce, porta alla Risurrezione: Dalla "Via Crux..., alla "Via Lux". Sarebbe assai riduttivo, pensare ad un Cristianesimo, fermo al Venerdì Santo, che non osa salire sul Monte, per contemplare la bellezza di Dio e coglierne la sua piena Luminosità. Tuttavia, l'incontro autentico con il Signore, nella Preghiera, ci spinge sempre a "scendere" dal Tàbor, e ritornare "in basso", in una quotidianità, cioè, che ci consente di incontrare tanti nostri fratelli, appesantiti dalle "schegge" della croce di Cristo, assai pesanti: fatiche, malattie, ingiustizie, povertà di ogni tipo! E qui, mi piace anche ricordare, un consiglio, che un giorno,
diedi ad un mio Vescovo, riguardo al trasferimento dei Sacerdoti.
Ecc.za, dissi, in un'opera di discernimento serio, è importante che un Sacerdote che è sempre stato in una grande ed importante Parrocchia (Tàbor, per intenderci!), è bene che vada a fare esperienza, anche in una più piccola ed umile Parrocchia (Gòlgota!), perché questo favorirà in lui l'umiltà, e lo preserverà da ogni forma di protagonismo! Finora tutto, purtroppo (ed ahimè!), è stato disatteso! Affidiamo ogni giudizio al Signore! Contempliamo e "Adoriamo", pertanto, Cristo, oggi attratti dalla bellezza e dallo splendore dell'Eucarestia, con fede e amore, chiedendogli di darci anche la forza, di portare con serenità, la nostra "scheggia" di Croce, per la nostra eterna Salvezza! Auguro di cuore, a tutti, un sereno e santo martedì.


di Spazio autogestito dalla parrocchia 'San Giuseppe' Mandatoriccio Mare | 06/08/2024

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