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Mandatoriccio (Cosenza) - Preghiamo con il Salmo 14 (13)


di DON MICHELE ROMANO - Il Salmo 14 (13), che nella Salmodia ha un corrispettivo, quasi identico, nel Salmo 53, si presenta come un grido di angoscia che, tuttavia, si conclude con una nota di speranza. Il primo versetto, è di una perentorietà assoluta: "Dio non c'è" (v 1a). Sembrerebbe una bestemmia, ma è anche una conferma che la Bibbia, e in particolare i Salmi, non hanno paura di sondare gli abissi più profondi dell'animo umano. Ma, davvero, non c'è da meravigliarsi: quante persone ancora oggi, che affermano con una certa presunzione, che Dio non esiste e che il cristianesimo è in via di estinzione e che chi va a Messa alla Domenica, è un plagiato da qualche prete o lo fa per una forma di abitudine tradizionale. Beati invece coloro che hanno camminato, allora, nella fedeltà del popolo di Israele, e poi chi ha sempre seguito la via indicata e incarnata da Gesù. Ma come si fa, si chiede San Paolo, a "riconciliare i fratelli con Dio?" (2Cor 5, 20); "sono corrotti, fanno cose abominevoli: "non c'è chi agisca bene" (v 1b). Ma la preghiera del Salmista, anche se accorata: "Sono tutti traviati, tutti corrotti; non c'è chi agisca bene, neppure uno (v 3),  ma non è priva di speranza, perché la sua fiducia nella Misericordia di Dio, è grande: "Il Signore dal cielo si china sui figli dell'uomo per vedere se c'è un uomo saggio, uno che cerchi Dio" (v 2). E purtroppo, ahimè, non lo trova! Ed ecco allora, che il Salmista si interroga: "Non impareranno dunque tutti i malfattori, che divorano il mio popolo come il pane e non invocano il Signore" (v 4). Ma Dio, può tollerare questa sfida? Ci sia di monito, l'ammonimento di Gamaliele al Sinedrio: "Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio" (At 5, 39). Nei versetti successivi, 5 e 6 tuttavia, si afferma che il Signore, anche se messo incautamente, da parte dagli empi, Lui interviene sempre a far giustizia ai poveri, colpendo coloro che Lo disprezzano, sfruttando la gente. Perciò il povero che si affida al Signore, trionferà, perché "il Signore è il suo rifugio (v 6b), mentre l'empio tenderà invano, di sfuggire dalle mani dell'Onnipotente. Dio, in tal modo, dimostra, non solo che "c'è", ma che la sua Parola, è anche "una spada a doppio taglio": minacciosa per l'empio, e liberatrice per il povero! Perciò il versetto 7, che chiude il Salmo, diventa una supplica carica di speranza, per un popolo debole, sfrattato, lontano dalla patria, e che ha tanta nostalgia della sua terra: "Chi manderà da Sion la salvezza d'Israele?" (v 7a). Il Signore, che risiede in Sion, può realizzare da lì la sua liberazione, dagli oppressori Babilonesi "che non invocano Dio", perciò sarà loro sottratto il gruppo dei "giusti" ed innocenti, ovvero il popolo giudaico, ormai purificato dalla tribolazione dell' esilio.Avendo Dio dalla sua parte, può coltivare la speranza della liberazione: "esulterà Giacobbe e gioirà Israele", e sognare così, il ritorno in patria, della gioia e nell’esultanza. Ed ora, insieme, proclamiamo l'intero Salmo: 

*Lo stolto pensa: "Dio non c'è". Sono corrotti, fanno cose abominevoli: non c'è chi agisca bene.*

*Il Signore dal cielo si china sui figli dell'uomo per vedere se c'è un uomo saggio, uno che cerchi Dio.*

*Sono tutti traviati, tutti corrotti; non c'è, chi agisca bene, neppure uno.* 

*Non impareranno dunque tutti i malfattori, che divorano il mio popolo come il pane e non invocano il Signore?*

*Ecco hanno tremato di spavento perché Dio è con la stirpe del giusto.*

*Voi volete umiliare le speranze del povero, ma il Signore è il suo rifugio.*

*Chi manderà da Sion la salvezza d'Israele? Quando il Signore ristabilirà la sorte del suo popolo, esulterà Giacobbe e gioirà Israele.* 

In conclusione, possiamo dire che il Salmo 14 (ed il corrispondente 53), rappresenta una smentita radicale, alla pretesa  di coloro che pensano che Dio non serve a nulla...! Jahwèh, è sempre dalla parte degli ultimi e dei più deboli, è il difensore e liberatore degli oppressi. Poniamoci, ora, alcune domande per la nostra riflessione personale, e per comprendere ed applicare sempre più, la ricchezza dell'insegnamento di questo Salmo (come di tutti gli altri!), alla nostra vita:
1)- Come si manifesta in noi "l'ateismo" più intimo e segreto: col senso di superiorità, o con l'atteggiamento dell'autosufficienza? 2)- Come superare le forme di "ateismo" nelle nostre comunità, ma soprattutto nelle nostre coscienze? 3)- Come testimoniare agli oppressi e diseredati, che Dio Padre, è veramente il loro liberatore? Diamo sempre, senza alcuna fretta, le risposte nel nostro cuore, tanto, solo Dio può accertarne la veridicità! Auguro a voi tutti, una serena giornata.

 


di Spazio autogestito dalla parrocchia 'San Giuseppe' Mandatoriccio Mare | 29/07/2024

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