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Mandatoriccio (Cosenza) - Preghiamo con il Salmo 124 (123)


di DON MICHELE ROMANO - ll Salmo 124 (123), è annoverato tra quelli delle "ascensioni" (Delle "Salite"), e lo si attribuisce a Davide. Si può suddividere in due strofe: la prima - vv 1-5 - è un "invitatotorio", nel quale, cioè, il Salmista "invita" ad innalzare una preghiera di lode a Dio, specificandone le motivazioni; la seconda - vv 6-7 - è in sostanza un ringraziamento. Il Salmo, poi, si conclude con una confessione di fede (v 8). L'inizio dell'invitatorio, ci dice chiaramente che la struttura del Salmo, presuppone la presenza di un solista e di un coro-assemblea, che risponde: -"lo dica Israele" (v 1b).

Il Salmo di per sé, inizia "ex- abrupto", a sorpresa cioè, e la sua originalità sta nel fatto che l'orante parla alla prima persona plurale: "*noi*", ripetuto ben due volte, ed esprime tutta la sua consolazione, perché nella disavventura e salvezza ritrovata, è coinvolta tutta l'assemblea. Tuttavia, c'è da evidenziare che l'espressione "*per noi*", in ebraico "Janù", può essere tradotto in italiano, anche "*con noi*"! Invece, nella versione greca (dei LXX), e Latina (la Vulgata), arricchiscono la traduzione ebraica, con "*In noI*", aumentando così a dismisura l'efficacia della fedeltà di Dio, che non solo ha assistito e protetto il popolo nelle sue traversie e nel suo pellegrinaggio ("con noi"), ma addirittura era negli stessi viandanti pellegrini ("*in noi*"), immedesimandosi con essi. Ne consegue che il Signore è "Colui che è"- per noi, ovvero il significato profondo del suo Nome.
È Gesù stesso che ci conferma questa grande Verità, quando dice: "Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo ("in") loro" (Mt 18, 20). Mentre i vv 3-5 raffigurano un pericolo estremo, a cui è sottoposto l'orante, espresso da due immagini: quello delle belve feroci, e quello di un torrente impetuoso in piena. L'espressione, poi: "ci avrebbero ringhiottiti vivi", fa pensare ai nemici come draghi feroci e famelici, simboli che la Bibbia attribuisce sempre alle nazioni straniere, soprattutto all'Impero assiro (cfr Is 9,11; Ger 51, 34). Poi, vengono, richiamate, anche il fuoco (v 3), e l'acqua (vv 4-5), simbolo dei pericoli mortali. Il fuoco, infatti, raffigura la furiosa collera del nemico, mentre l'acqua e la sua irruente arroganza. Dopo lo scampato pericolo, cantato nell'invitatorio, esplode il ringraziamento (vv 6-7), espresso con la formula della Benedizione: "Sia benedetto il Signore", tipica di molti altri Salmi (Sal 18,47; 31,22; ecc.!
Ed ora, insieme, eleviamo al Signore la nostra preghiera, Recitando questo Salmo: 

*Se il Signore non fosse stato per noi - lo dica Israele -,*

*se il Signore non fosse stato per noi, quando eravamo assaliti,*

*allora ci avrebbero inghiottiti vivi, quando divampò  contro di noi la loro collera.* 

*Allora le acque ci avrebbero travolti, un torrente ci avrebbe sommersi;* 

allora ci avrebbero sommersi acque impetuose.*

*Sia Benedetto il Signore, che non ci ha consegnati in preda ai loro denti.*

*Siamo stati liberati come un passero dal laccio dei cacciatori: il laccio si è spezzato e noi siamo scampati.*

*ll nostro aiuto è nel nome del Signore: egli ha fatto cielo e terra.* l

L'originalità di questo Salmo, non consiste tanto nel suo tenore poetico, o nella forza delle immagini, patrimonio comune di tanti Salmi, ma la sua specificità e che l'autore parla, in prima persona plurale: "*noi*", facendosi voce - allora - della comunità di Israele, ed oggi - metàfora di ogni assemblea, a cui il futuro orante apparterrà. Gesù stesso ricorrerà a questa dimensione comunitaria della Preghiera, quando ci insegnerà il "Padre Nostro": "Padre nostro... Dacci oggi il nostro pane quotidiano... Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori... Non ci abbandonare alla tentazione, ma liberaci dal male." Tutto questo ci insegna che la preghiera del vero fedele, non deve essere rivolta solo a sè stesso, ma deve aprirsi alla comunità, al mondo e ai fratelli, perché non esistono solo i miei problemi e le mie necessità, ma anche (e soprattutto!), quelle degli altri, della Chiesa e del Mondo. Formulo a tutti, l'Augurio  di una serena giornata, nel nome del Signore!

 


di Rubrica autogestita dalla parrocchia "San Giuseppe" Mandatoriccio Mare | 10/07/2024

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