di DON MICHELE ROMANO - Il Salmo 44 (43), è la prima, ma anche la più caratteristica, "lamentazione pubblica", che incontriamo nel Salterio. È un grido di aiuto a Dio, da parte di tutta la comunità di Israele prostrata, verosimilmente, per la grave distruzione di Gerusalemme, subita nel 587 a.C., e caduta per questo, in uno stato di estrema miseria: sia "morale", per lo scherno dei vicini, che "fisica", per l'oppressione dei nemici, per cui si rivolge a Dio per chiedere la liberazione, dopo aver ricordato le gesta gloriose, da Lui operate nel passato, e la propria fedeltà alla divina Alleanza. Il messaggio di questo Salmo, per i credenti di ogni tempo, è che a volte, viviamo tutti un'esperienza di sconfitta, di umiliazione, di sofferenza, anche quanto, ahimè, rimaniamo fedeli a Dio. Purtroppo, sofferenze e umiliazioni, sono presenti nell'esperienza del popolo di Dio di ogni tempo!
È quanto ci ricorda San Paolo, nella Lettera ai Romani, citando proprio il versetto 23 del nostro Salmo: "Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello" (Rm 8, 36). Il male presente nel mondo, lo sappiamo bene, è per tanti di noi, l'ostacolo più grande alla fede in Dio. Di fronte al dolore: personale, familiare, sociale..., la nostra coscienza si ribella, al punto da pensare che Dio non ci sia, che non esista, o perlomeno che "dorma": "Svegliati! Perché dormi, Signore? D'estati...Àlzati, vieni il nostro aiuto! Salvaci per la tua misericordia!" (vv 24.27). Spesso, dinanzi a tanta sofferenza assurda, anche noi ci rivolgiamo a Dio, chiedendogli il motivo della sua "latitanza": " La vedi Signore, ci vedi? Perché, anziché sostenerci, lasci che prevalga il male? Perché nascondi a noi il tuo volto? Dimentichi la nostra miseria ed oppressione?"
(v 25). Il Salmo, tuttavia, fa emergere fra le righe, la fiducia e la speranza nella sua misericordia, sia per il patto stipulato prima con Abramo (v 2), e poi con il popolo d'Israele ai piedi del Sinai (v 4). La supplica si conclude con il popolo che vuole scuotere Dio dal suo "sonno", e sollecitarlo ad intervenire in suo soccorso. Ma Dio non "dorme" mai, perché è "il custode di Israele", e se tante volte "permette" che la sofferenza ci metta a dura prova, e solo perché vuole aumentare la nostra fede e la nostra fiducia in Lui, nostro Signore, Creatore, e Padre. Insieme, ora, rivolgiamo a Lui, la nostra fiduciosa Preghiera, recitando l'intero Salmo:
*Dio, con i nostri orecchi abbiamo udito, i nostri padri ci hanno raccontato l'opera che hai compiuto ai loro giorni, nei tempi antichi.*
*Tu, per piantarli, con la tua mano hai sradicato le genti, per farli prosperare hai distrutto i popoli.*
*Non con la spada, infatti, conquistarono la terra, né fu il loro braccio a salvarli; ma la tua destra e il tuo braccio e la luce del tuo volto, perché tu li amavi.*
*Sei tu il mio re, Dio mio, che decidi vittorie per Giacobbe.*
*Per te abbiamo respinto i nostri avversari, nel tuo nome abbiamo annientato i nostri aggressori.*
*Nel mio arco infatti non ho confidato, la mia spada non mi ha salvato,*
*ma tu ci hai salvati dai nostri avversari, hai confuso i nostri nemici.*
*In Dio ci gloriamo ogni giorno e lodiamo per sempre il tuo nome.*
*Ma ora ci hai respinti e coperti di vergogna, e più non esci con le nostre schiere.*
*Ci hai fatto fuggire di fronte agli avversari e quelli che ci odiano ci hanno depredato.*
*Ci hai consegnati come pecore da macello, ci hai dispersi in mezzo alle genti.*
*Hai svenduto il tuo popolo per una miseria, sul loro prezzo non hai guadagnato.*
*Hai fatto di noi il disprezzo dei nostri vicini, lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno.*
*Ci hai resi la favola delle genti, su di noi i popoli scuotono il capo.*
*Il mio disonore mi sta sempre davanti e la vergogna copre il mio volto,*
*per la voce di chi insulta e bestemmia davanti al nemico e al vendicatore.*
*Tutto questo ci è accaduto e non ti avevamo dimenticato, non avevamo rinnegato la tua alleanza.*
*Non si era vòlto indietro il nostro cuore, i nostri passi non avevano abbandonato il tuo sentiero;*
*ma tu ci hai stritolati in un luogo di sciacalli e ci hai avvolti all'ombra di morte.*
*Se avessimo dimenticato il nome del nostro Dio e teso le mani verso un dio straniero,*
*forse che Dio non lo avrebbe scoperto, lui che conosce i segreti del cuore?*
*Per te ogni giorno siamo messi a morte, stimati come pecore da macello.*
*Svegliati!) Perché dormi, Signore? Destati, non respingerci per sempre!*
*Perché nascondi il tuo volto, dimentichi la nostra miseria e oppressione?*
*La nostra gola è immersa nella polvere, il nostro ventre è incollato al suolo.*
*Alzati, vieni in nostro aiuto! Salvaci per la tua misericordia!*
Dopo aver pregato con fede, i versetti di questo caratteristico Salmo, primo nel suo genere, sorge spontaneo porre alcune domande alla mia/nostra vita di cristiani:
1)- Nella mia esistenza, sono consapevole che tutto ciò che mi capita, che vivo: nella gioia come nel dolore, tutto è dono e grazia del Signore?
2)- Trovandomi nella difficoltà, nelle angosce o disfatte della mia vita, come mi rapporto e reagisco con Lui?
3)- Quali e come sono le mie "lamentazioni", che rivolgo a Dio? Perdo mai la speranza, la fiducia, e l'abbandono totale nel Signore?
Quanti interrogativi...! Preghiamo, pertanto, lo Spirito Santo che ci guidi e ci illumini, per camminare sempre sereni nel compiere la volontà di Dio, anche quando, spesso, non siamo in grado di comprenderla! Auguro a voi tutti, di trascorrere una serena giornata.
di Spazio autogestito dalla parrocchia 'San Giuseppe' Mandatoriccio Mare | 08/07/2024
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