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Cosenza (Cosenza) - Presentato a Palazzo dei Bruzi il libro del prof.Giuseppe Trebisacce, “Cicciarelle-Come un romanzo”


La storia, tra realtà e immaginazione, di una donna e di una famiglia, viste nel contesto di una comunità calabrese del primo Novecento, con sullo sfondo gli eventi più significativi della storia nazionale. E' quella raccontata in “Cicciarelle- Come un romanzo” , prima esperienza letteraria del Prof.Giuseppe Trebisacce, già ordinario di Storia della Pedagogia all’Università della Calabria, presentato ieri nel salone consiliare di Palazzo dei Bruzi nell'ambito della rassegna “L'uomo è ciò che ricorda” promossa dalla Commissione cultura del Comune, presieduta da Mimmo Frammartino. Il volume racconta la storia di Beatrice (la Cicciarelle del titolo) che ha attraversato il secolo scorso tra tribolazioni e sofferenze d’ogni genere, senza mai perdere la dignità e rispondendo alle avversità dell'esistenza con un grande amore per il marito, i figli, i parenti e gli amici, animata da un forte senso di pietas e generosità per chiunque. “Una storia particolare – l'ha definita il Sindaco Franz Caruso che non ha voluto mancare alla presentazione del libro - che riporta al ricordo delle nostre nonne che hanno vissuto lo stesso periodo storico di Beatrice. E' un libro particolarmente significativo perché evidenzia il legame forte con il territorio ed anche il grande amore di questa donna per la propria famiglia che mantiene unita in un palmo di mano, racchiudendo tutti gli affetti, dal marito ai figli, ai nipoti. Una storia coinvolgente – ha aggiunto Franz Caruso - perché credo che ognuno, leggendo il libro, si ritrovi a vivere quanto meno un segmento della storia che vi si racconta”. Il primo cittadino ha poi considerato un vero privilegio ospitare a Palazzo dei Bruzi “due autentiche icone della cultura cosentina come il prof.Mario Bozzo e il prof.Trebisacce, nostri punti di riferimento importanti. Il prof.Trebisacce – ha aggiunto - è un'istituzione del mondo accademico, come ordinario di storia della pedagogia della nostra Università. E tanto Bozzo quanto Trebisacce non sono secondi a nessuno in fatto di signorilità. E' da apprezzare lo stile, il garbo, il modo con cui affrontano tutti gli aspetti della loro esperienza e della loro vita. E' un privilegio e un dono”. Il Sindaco ha rinvenuto nel libro una grande attualità ed una visione storica e di esperienze vissute. “Stiamo lavorando e ci stiamo impegnando molto per la cultura e per la diffusione della lettura – ha detto -, tant'è che abbiamo istituito l'iniziativa “Libri in comune” con la consigliera delegata Antonietta Cozza, mentre la Commissione cultura ed il suo Presidente Mimmo Frammartino danno il loro contributo nella direzione della proposta e valorizzazione di altre opere librarie. Grazie a questo impegno abbiamo conquistato un posto di tutto rispetto nel panorama nazionale, in quanto Cosenza fa parte delle 200 città nelle quali si legge di più”.

Ha poi portato il suo saluto Tania Frisone, Presidente all'A.I.Par.C.(Associazione Italiana Parchi Culturali Cosenza) con cui la presentazione è stata organizzata. Il Presidente della Commissione Cultura Frammartino ha ricordato come anche la presentazione del libro “Cicciarelle” si inserisca nella rassegna “L'uomo è ciò che ricorda” e quindi in quel filone della memoria che la Commissione ha inaugurato stimolando in molti casi il ritorno in città di eccellenze, in campo artistico e letterario, che vivono fuori, così come ha propiziato occasioni di ulteriore conoscenza nei confronti di eccellenze cosentine che, per il contributo dato alla crescita della propria terra, sono state destinatarie di un importante riconoscimento, così come è accaduto, sul finire dell'ottobre dello scorso anno, sia per il Prof.Giuseppe Trebisacce, ora tornato a Palazzo dei Bruzi in veste di autore del libro “Cicciarelle”, che per la professoressa Nella Matta Rocca, presente anche lei ieri nella sala consiliare. Di particolare interesse il dialogo che sul libro si è sviluppato tra il prof.Mario Bozzo, presidente del Premio per la Cultura Mediterranea della Fondazione Carical e l'autore del libro. Bozzo ha premesso di non aver letto per scelta e per non subire alcun condizionamento, né la prefazione al libro del prof.Nicola Merola, che ha insegnato per molti anni all'Università della Calabria, né la postfazione di Dante Maffia, “intellettuale di sicuro prestigio e autore di saggi significativi”. Poi ha rivolto al Prof.Trebisacce alcuni interrogativi: se Ciacciarelle fosse davvero la protagonista del romanzo, per quale ragione il libro non viene considerato un romanzo dallo stesso autore, in quanto il sottotitolo parla di “come un romanzo”, e come l'autore stesso considera la sua creatura letteraria. Quindi il prof.Bozzo ha fornito la sua chiave di lettura: il libro è per lui “un saggio sociologico e antropologico scritto con un registro linguistico espressivo diverso da quello del pedagogo che Trebisacce utilizza nelle sue tante ricerche, e cioè con un linguaggio coinvolgente ed emotivamente leggero, proprio come un romanzo”. Altra particolarità fatta emergere dall'analisi del prof.Bozzo è la tecnica utilizzata dall'autore, la cosìddetta tecnica ad incastro che racconta tante altre storie che si innestano sulla storia principale, come quella adottata da scrittori e poeti dell'antica Roma, e, con un singolare parallelismo, nelle “Metamorfosi” di Ovidio. Dalla lettura e rilettura del libro, il Presidente del premio Cultura Mediterranea trae spunto per segnalare alcuni momenti intrisi di lirismo, come nel caso della lettera che il padre emigrato in Argentina scrive alla madre di Cicciarelle bambina, raccomandandole di farla studiare “per evitare che diventi ignorante come noi”. Il racconto si arricchisce di altri episodi: la descrizione puntuale delle condizioni di promiscuità nelle quale vivevano gli emigrati e la riflessione sull'importanza che avevano le rimesse che, sempre gli emigrati, inviavano alle loro famiglie: 100 lire al mese in pesos che finivano direttamente sul libretto postale e che si raccomandava non fossero toccate. L'epilogo del libro porta la data del 2 giugno 1946 quando fu riconosciuto per la prima volta alle donne il diritto al voto, in occasione del referendum che decretò poi la vittoria della Repubblica. Cicciarelle non ri recò alle urne per un attacco di tonsillite, salvo festeggiare qualche tempo dopo trascorrendo una giornata al mare, dopo aver ceduto alle insistenze delle figlie, lei che al mare si era recata pochissime altre volte e solo per fare il bucato.

Profonda gratitudine al Sindaco Franz Caruso, alla Commissione cultura, al Prof.Bozzo, all'A.I.Par.C. e a tutti coloro che sono intervenuti, è stata espressa dal prof.Trebisacce. Per l'autore, il suo libro ha degli elementi di un saggio storico, ma non lo è. Poi rivela che “Cicciarelle” altri non è se non sua madre. “Dopo la sua morte, ho voluto ricostruire la sua vita, sentendomi ora a posto nella mia interiorità perché ho trovato conforto in queste pagine”. Un libro – lo confessa candidamente – che sarebbe rimasto chiuso ancora nel cassetto se, dopo 20 anni, non fossero intervenute le sollecitazioni dei familiari e soprattutto quelle dei nipoti. “Ho voluto raccontare proprio a loro la vita, un po' romanzata, della loro bisnonna. Alcune cose sono state un po' inventate, ma è una storia vera. Cicciarelle è realmente esistita ed era mia madre”. E il prof.Trebisacce elenca le ragioni che lo hanno spinto a scrivere il libro: da un lato la volontà di rendere omaggio alla memoria della madre, donna del popolo che ha attraversato parte del secolo breve (il romanzo si sviluppa tra il 1915 ed il 1946) affrontando con grande dignità le tante privazioni della sua esistenza, non disgiunta da contraccolpi di ordine psicologico a causa dell'emigrazione del padre o la partenza del fratello per la guerra in Russia. Quel che Trebisacce tiene, infine, a dire, è che il suo libro è anche un omaggio particolare alle tante donne che, come Cicciarelle, nel più assoluto anonimato, sono cresciute in silenzio in una società spesso distratta e che sembrava non accorgersi della loro presenza e dei loro sacrifici.

Nel corso dell'incontro da registrare anche il breve intervento della consigliera Bianca Rende che ha letto una lettera del padre, l'on.Pierino Rende, indirizzata all'autore del libro Giuseppe Trebisacce del quale è non solo amico, ma anche grande estimatore.

La presentazione del libro è stata intervallata dagli intermezzi musicali dei violinisti Petr Kasianov e Vincenzo Lovallo, di Giampaolo Lavorata alla viola e di Manuel Pecora al violoncello, tutti musicisti del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio”. Eseguite musiche di Mozart e di Carlos Gardel.


di Redazione | 18/03/2024

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