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Rossano (Cosenza) - Mente chiusa e bocca aperta


di LETIZIA GUAGLIARDI - Una mente chiusa è rigida, poco o per niente incline ai cambiamenti e a tutto ciò che è nuovo. Si lamenta di continuo ma senza far niente per cambiare le cose, giudica tutto e tutti, pensa sempre che siano gli altri a dover fare il primo passo – anche un semplice saluto, una telefonata, un gesto.

Una mente aperta, invece, si mette in ascolto, è in grado di captare quello che avviene intorno, non aspetta il cambiamento ma lo crea, non aspetta che le cose accadano, le fa accadere.

Una mente chiusa è intransigente, è convinta del proprio punto di vista e non ascolta quello degli altri. Se anche facesse finta di ascoltarlo, poi non lo prende in considerazione. Tutto ciò che costituisce una minaccia alla propria “tranquillità” viene ostacolato, difeso automaticamente e con aggressività.

Una mente aperta, invece, può talvolta difendere le proprie idee (soprattutto quando non corrispondono ai propri valori) ma non lo fa per abitudine. E valuta sempre con rispetto quelle degli altri.

Una mente chiusa teme il giudizio degli altri, sta sempre all’erta e rifiuta tutto ciò che minaccia la propria dignità. Preferisce restare aggrappata ai suoi pregiudizi e ai suoi stereotipi perché niente di nuovo deve minacciare la prevedibilità della sua esistenza.

Una mente aperta, invece, ha sempre voglia di imparare, non ha paura dei rischi e accetta il fallimento perché sa che questo, se analizzato per bene, porterà al successo.

Una mente chiusa non fa domande e non aggiorna le informazioni già in suo possesso. Se facesse così anche il nostro navigatore ci porterebbe sicuramente fuori strada.

Una mente aperta, invece, conosce i benefici dell’arieggiare di continuo, del far entrare nuove idee, del far fronte a nuove sfide, del vedere delle opportunità anche nei problemi.

Una mente chiusa che rifiuta il cambiamento perde, così, molte buone occasioni per migliorarsi. Vede, inoltre, solo problemi, critica qualsiasi cosa e si lagna di continuo: troppo caldo, troppo freddo, troppo presto, troppo tardi, c’è la crisi, non c’è lavoro…

Una mente aperta, invece, percepisce la realtà e il mondo in modo diverso perché attinge alle sue risorse di creatività, di immaginazione e di volontà di aprirsi a nuove esperienze.

Una mente chiusa perde tempo a dimostrare che è nel giusto, manca di umiltà e non scende a compromessi.

Una mente aperta, invece, mira ad ottenere il miglior risultato, ascolta le opinioni degli altri ed è capace di discernere e anche di cambiare idea, in favore di una migliore. Sa come alimentare la propria curiosità -per esempio leggendo buoni libri, ascoltando musica, viaggiando, migliorando le relazioni sociali – e come migliorare la propria creatività per generare idee efficaci e originali.

Una mente chiusa, in genere, è accompagnata da una bocca sempre aperta: ha sempre un consiglio da dispensare, un giudizio da emettere, un pettegolezzo da diffondere, un’opinione da esprimere su tutto (anche su quello che non è di propria competenza) e su chiunque (anche su chi non conosce di persona).

Una mente aperta, invece, impara giorno per giorno a distinguere quando parlare e quando tacere, a discernere ogni situazione, a relazionarsi con le menti ristrette (a parte gli amici – che possiamo scegliere – ce ne sono tante con cui dobbiamo convivere – parenti e colleghi, per esempio) e a non lasciarsi influenzare da loro (i vantaggi raggiunti vanno preservati e sviluppati).

Ma…c’è una buona notizia, grazie a Dio: la mente chiusa può diventare aperta!

Bisogna rendersi conto, innanzitutto, che si ha una chiusura mentale. Ammetterlo è il primo passo da compiere.

A questo punto bisogna buttare via le cose inutili e dannose: via l’aria stantia dei pregiudizi, togliamo la polvere dei rancori che si è accumulata nel corso degli anni, liberiamoci del cattivo odore dell’invidia e del risentimento. E tutte quelle ragnatele… gelosia, orgoglio, superbia?! Via anche quelle.

E non finisce mica qui. C’è ancora tanta spazzatura da buttare. Ci sono i sacchi pieni delle nostre tante paure: quella di vedersi sbattere le porte in faccia, di fallire, di non essere compresi, del giudizio degli altri, ecc.

Ora viene il momento di liberarsi dalle catene che ci tengono prigionieri, attaccati ai muri che ci impediscono di vedere che al di là ci sono altre prospettive, altre opportunità, forse anche delle potenzialità non ancora “sfruttate”.

Pian piano impareremo a discernere, fra tutte le cose che ascolteremo e vedremo, quelle che sono buone, utili e giuste e le assorbiremo (le altre le butteremo). Ci scopriremo capaci di amare – noi stessi, gli altri, le piccole cose di ogni giorno. Più in là saremo sorpresi nel vederci in grado di essere noi stessi, senza l’assillante dubbio: “Che cosa penseranno gli altri?”. Un giorno, addirittura, intraprenderemo una strada stretta e poco affollata e ci meraviglieremo quando ci accorgeremo che ne valeva la pena (non è detto che le strade larghe e molto frequentate siano le migliori).

Non è semplice e richiede tempo, te l’anticipo, ma come si dice… “Anche il viaggio più lungo comincia con un piccolo passo”.

Concludo con una frase del pastore luterano Dietrich Bonhoeffer, che morì il 9 aprile 1945 nel campo di concentramento di Flossenburg, per ordine di Hitler:

“La stupidità è un nemico del bene assai più pericoloso della malvagità”

Credo che si possa sostituire tranquillamente “stupidità” con “chiusura mentale“. Sei d’accordo?


di Letizia Guagliardi | 02/08/2023

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