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Mandatoriccio (Cosenza) - La Pentecoste, compleanno della Chiesa


di DON MICHELE ROMANO - Nella Liturgia di questa Domenica, Solennità di Pentecoste, dopo aver ascoltato il brano degli Atti, che ci parla della discesa dello Spirito Santo, sugli Apostoli e su Maria, la madre di Gesù, dopo i 50 giorni dalla Pasqua (At
2, 1-11), oggi si proclama il brano del Vangelo di Giovanni (Gv 20, 19-23), nel quale viene narrato il "Dono" dello Spirito ai Discepoli, la sera dello stesso giorno della Resurrezione, il primo giorno della settimana ebraica. Mentre Luca negli Atti, ricorda che Gesù rimane fedele alla "Promessa" fatta, mandando il "vento infuocato" dello Spirito Santo, sulla comunità dei discepoli, proprio nel giorno di Pentecoste, quando gli Ebrei ricordano il dono della Toràh, fatto da Dio a Mosè. Questo perché, per Luca, rappresenta il compimento di ogni pienezza, la stipulazione della "nuova" Alleanza, non più fondata sulla Legge, ma sullo Spirito, scritta non più su tavole di pietra, ma nel cuore dei credenti: "Porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò nel loro cuore" (Ger 31, 31-33). Oggi, "nasce" la Chiesa (Festeggiamo il suo "Compleanno), Comunità del Signore, Battezzata nello Spirito Santo, e da Lui abilitata a proclamare la Buona Notizia del Vangelo, a tutte le genti: da Gerusalemme a Roma.
Giovanni, invece, che conclude il suo Vangelo con il giorno della Resurrezione, intende attestare la pienezza della Salvezza, che si manifesta nella vittoria di Cristo sulla morte, e nel dono del Santo "soffio", che dà inizio a una nuova creazione, dove regna la Misericordia di Dio, attestata dalla remissione dei peccati del mondo, di cui i discepoli dovranno essere i "Ministri!"
Questo ci dice, che la Pentecoste non è un Evento che si ferma agli Apostoli, ma continua ad operare in chi "vive" la Chiesa: "E lo Spirito che - ieri, oggi - e sempre, opera in noi, in modo meraviglioso e potente" (Papa Paolo VI). È una Presenza, un nuovo "Respiro" (Una nuova "Rùah"), che mai mancherà di sostenere e guidare la Chiesa: "Le porte degli Inferi, non prevarranno contro di essa" (Mt 16, 18). Nella Pentecoste, lo Spirito Santo, ricrea quell'unità, che l'uomo aveva perso, nella sfida che lanciò a Dio, quando il suo orgoglio lo portò a costruire la Torre di Babèle. La conseguenza di questo Peccato, fu che Dio, a Babèle ("Bab= Confusione ed "El" =Dio), confuse le loro Lingue: dacché parlavano tutti una Lingua, non riuscirono più a capirsi, e questo spiegherà, poi, la dispersione dei popoli su tutta la faccia della terra. Sarà proprio nel giorno di Pentecoste, che ci sarà il recupero di questo Peccato. Lo Spirito Santo, ispirando Pietro nel suo discorso
(Che, ovviamente, parlava un sola Lingua!),
all'uscita dal Cenacolo, viene ascoltato e compreso da tutti i presenti, che Luca elenca come rappresentanti delle 17 Nazioni, conosciute allora sulla Terra. Hanno, cioè, la possibilità di accogliere e comprendere l'unico "Linguaggio della Fede", loro che avevano provenienza, e lingue diverse.
Il brano del Vangelo di oggi, poi, mette in evidenza, come Gesù stesso: "Venne e stette in mezzo a loro" (v 19b); mostrandosi "vivo", nella concretezza dei segni della sua Passione: "Mostrò loro le mani e il fianco" (v 20a). Ed ancora, il suo saluto: "Pace a voi"- ripetuto ben due volte - (vv 19 b e 21a), spazza via ogni turbamento: "Erano chiuse le porte... per timore dei Giudei" (v 19a), e riempie il cuore di gioia: "E i discepoli gioirono al vedere il Signore" (v 20b). La prima "Assoluzione", e la prima "Cresima" agli Apostoli, e all'intera Umanità, è Gesù stesso che la dà: "Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo" (v 22), trasmettendo, poi, ai Discepoli, non solo la Missione ricevuta dal Padre: "Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi" (v 21b), ma dà anche il "Potere di rimettere i peccati" (v 23 - Istituzione del Sacramento della Riconciliazione!), ovvero, togliere gli "ostacoli", che separano l'uomo da Dio, trasmettendo a tutti, la "Pace", che Lui ha donato loro. Oggi, purtroppo, registriamo tutta la "fatica" che fa questo Sacramento ad essere accolto! Basti pensare, che è l'unico Sacramento che negli ultimi tempi, ha cambiato nome, già tre volte: Confessione, Penitenza, Riconciliazione. Forse sarebbe il caso, (E qui, sono consapevole di "osare"), di chiamarlo definitivamente "Sacramento della Gioia", perché in fondo, ci restituisce quella gioia, che il peccato ci toglie. In questa Celebrazione di Pentecoste, spalanchiamo allo Spirito, le porte del nostro cuore, accogliendolo, come "ospite dolce dell'Anima", per vivere ogni giorno con Lui, nella maturità della Fede, una "relazione" sempre più consapevole e personale. A tutti, una santa Domenica, con gli auguri più cordiali, alla nostra Madre Chiesa.


di A cura della Parrocchia "San Giuseppe" Mandatoriccio Mare | 28/05/2023

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