We're sorry but our site requires JavaScript.

 


Mandatoriccio (Cosenza) - Il perdono


di DON MICHELE ROMANO - "Se voi Infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe" (Mt 6, 14- 15). Il pensiero dominante, che sta alla base di questi due versetti del Vangelo, è il "Perdono". Il vero Cristianesimo biblico, è caratterizzato dal Perdono, che rappresenta la "quintessenza" dell'insegnamento di Gesù. Se è pur vero che la dimensione del Perdono, rimanda ed evoca "sogni di un mondo migliore" (J. Scott), tuttavia, l'esercizio del Perdono, rimane per molti credenti, solo un "sogno". Dio ha perdonato i nostri peccati, ci ha salvati e di questo lo ringraziamo. Ci sforziamo di conoscere la sua Parola, e la insegnamo anche agli altri (Qui siamo davvero tutti bravi!), ma quando ci capita di vivere un conflitto tra fratelli, quando ci viene fatto un torto, "apriti cielo"..., ci sentiamo talmente offesi, che non riusciamo a perdonare (Qui sto recitando anche un "mea culpa"!). Ci chiediamo: Perché succede questo? In fondo siamo (O dovremmo essere), "Chiesa", cioè, un insieme di peccatori "perdonati". Quanta fatica facciamo a vivere l'Amore fraterno, quando subiamo qualche offesa. Qui il Perdono, diventa il nostro punto debole! Quante volte ci esprimiamo in questi termini: "Non voglio più vedere quel fratello/sorella, perché me ne ha fatte tante! Ora ho capito veramente chi è! Tu non lo/la conosci bene, come la conosco io!" Ora, ritornando al Vangelo, notiamo che i due versetti iniziali, si trovano in coda alla "Preghiera modello" - il Padre Nostro - che ci ha consegnato Gesù, e che comprende quattro aspetti basilari: 1)- La Gloria di Dio e la ricerca della sua Volontà (v 9-10); 2)- I nostri bisogni primari (v 11); 3)- L'esercizio del perdono (v 12); 4)- La liberazione dal male e dal Maligno (v 13). Il terzo aspetto, l’esercizio del Perdono, viene presentato dal Signore, in modo singolare: "Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori" (v 12). Sembrerebbe quasi "connaturale" che il Perdono fraterno, dovesse avvenire in modo del tutto spontaneo! Utinam! Purtroppo così non è! Il Perdono è figlio della Preghiera, va preparato davanti a Dio. Perdoneremo, se pregheremo! Solo dopo aver contemplato il volto di Dio, vedremo di buon occhio il fratello/sorella che ci ha fatto un torto. La sacra Scrittura, sul Perdono, insegna che, il verbo "Perdonare" nel suo profondo significato teologico, vuol dire: "coprire", "togliere la colpa". Nell'Antico Testamento, Dio perdonava la persona pentita, mediante sacrifici, che prefiguravano quello "perfetto" di Cristo. È Lui il "Sacrificio", mediante il quale, è stata suggellata la "Nuova ed Eterna" Alleanza con Dio! Ci consoli il Salmo 103, che dice: "Quando dista l'oriente dall'occidente, così egli lontana da noi le nostre colpe" (v 12); ed ancora il profeta Michèa: "Egli tornerà ad avere pietà di noi, calpesterà le nostre colpe. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati" (Mi 7, 19); e San Paolo aggiunge: "Dove abbondò il peccato  sovrabbondò la grazia" (Rm 5, 20). Questo, dovrebbe essere l'atteggiamento che, come Cristiani, dovremmo avere nei confronti di chi sbaglia verso di noi, perché la ricchezza del perdono, consiste nel fatto che: "Dio ci ha amato per primo..., mentre eravamo ancora peccatori" (Rm 5, 8). Se il Perdono è una "ricchezza", ne consegue che, non perdonare, è una grave perdita! Il vero discepolo di Cristo, si riconosce da questo: "Tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete Amore gli uni per gli altri" (Gv 13, 35). Ma quante volte, ahimè, sentiamo dire: "Dio perdona..., io no!" Ed anche se non necessariamente pronunciamo simili parole, quante volte le "coviamo" nel cuore, cedendo all'esasperazione ed alla pura cattiveria! Eppure sarebbe semplice, fare una semplice "constatazione": quando puntiamo "l'indice accusatorio", contro un nostro fratello/sorella, in quel momento, non ci rendiamo conto che, altre "tre dita", sono rivolte contro di noi. E qui, il nostro cuore, si riempie di amarezza i conflitti abbondano..., per la gioia perversa di Satana! Allora, proviamo insieme a cambiare atteggiamento, impariamo un nuovo modo di esprimerci: "Dio perdona..., io pure!" La Chiesa non può sopravvivere senza Perdono. Dio ci ha perdonato, ma io/noi..., siamo capaci, a nostra volta, di Perdono? Buona Riflessione, ed a tutti, una serena giornata.


di A cura della Parrocchia "San Giuseppe" Mandatoriccio Mare | 24/04/2023

Pubblicità

Spazio pubblicitario disponibile


Testata Giornalistica - Registrazione Tribunale di Rossano N° 01/08 del 10-04-2008 - Nessun contenuto può essere riprodotto senza l'autorizzazione dell'editore.

Copyright © 2008 - 2024 Ionio Notizie. Tutti i diritti riservati - Via Nazionale, Mirto Crosia (CS) - P.IVA: 02768320786 - Realizzato da CV Solutions

Ogni forma di collaborazione con questo quotidiano on line è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita - E-mail: direttore@ionionotizie.it