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Mandatoriccio (Cosenza) - La Santa Eucarestia


di DON MICHELE ROMANO - "Gesù prese il pane e disse: "Prendete e mangiate: questo è il mio corpo". Poi prese il calice, dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue..." (Mt 26, 26-28). È il racconto Evangelico dell'Istituzione dell'Eucarestia, "Memoriale" della "Cena del Signore", evento centrale del Cristianesimo. Tuttavia, per meglio comprendere il valore di questo Sacramento, dobbiamo ripercorrere Il cammino della Pasqua dei Giudei, che commemorava la liberazione dalla schiavitù Egiziana. Loro celebravano il "Memoriale" dell'Esodo (Es 12, 14), con gli elementi della cena della Pasqua: Agnello, Pane àzzimo, Erbe amare, ecc.! Nel tempo di Gesù, la celebrazione della Pasqua, ripercorreva il cammino dell'Antico Popolo, e venivano usati gli stessi simboli:- Erbe amare: per non dimenticare la durezza e l'amarezza della schiavitù; -Agnello mal arrostito: per evocare la rapidità dell'azione liberatrice di Dio; -Pane non fermentato: per indicare il bisogno di rinnovamento e costante conversione; Calice del vino;
-Ed il Charosèth, un impasto di dolci, per ricordare la malta, che gli Ebrei schiavi dovevano impastare per fabbricare i mattoni. Tutti questi elementi costituiscono lo sfondo della Pasqua di Gesù, vissuta con gli Apostoli, nell' "Ultima Cena", prima della sua Passione, dove diede nuovo significato, ai simboli del pane e del vino, trasformandoli nel Memoriale della Nuova ed Eterna Alleanza, tra l'uomo e Dio. Nella Chiesa primitiva, l'Eucarestia, è stata la "carta d'identità" della vera Chiesa di Gesù Cristo. Già Sant'Ignazio di Antiochia, per contrastare le tante dottrine eretiche, che covavano all'interno di ambiti "ecclesiali", parla chiaramente dell'Eucarestia, come: "Corpo e Sangue di Cristo". Allo stesso modo, sosterranno i Santi Padri, come: Giustino, Ireneo di Lione, Tertulliano, Attanasio, Cipriano, Gregorio di Nissa, ecc., sostenendo ed affermando la "presenza reale" del Corpo e Sangue di Cristo Gesù, nell'Eucarestia,
asserendo, quale "verità di fede", che la sua Nuova Alleanza, mediante il Sacrificio di Cristo, si rinnova, in forma gloriosa, durante la santa Messa. Nel Vangelo di Giovanni, troviamo anche una grande "Lectio Magistralis", che Gesù impartisce ai suoi Discepoli, collegando la "Lavanda dei piedi", e la "Cena Pasquale". Gesù, in questo particolare contesto, dove accetta stranamente (E per la prima volta!), un "complimento": "Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono" (Gv 13, 13), proprio in questo contesto compie un gesto di "accoglienza e cortesia", quello cioè di "Lavare i piedi" (Tipico dei Servitori), a Cena già iniziata: "Si alzò da tavola..., verso dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli...!" (Gv 13, 4-5), mettendo in risalto, così, la trascendenza del gesto, con ciò che accadrà "dopo", cioè l'Eucarestia. E sarà proprio la risposta data alla riluttanza di Pietro: "Tu non mi laverai i piedi in eterno (Gv 13, 8a), che Gesù ci fa comprendere, da "Maestro", che la "Lavanda dei piedi" (Esercizio della Carità), è necessaria, se vogliamo aver parte con Lui (Esercizio della Fede), come dirà San Paolo: "Comunione col sangue di Cristo..., Comunione con il corpo di Cristo" (1Cor 10, 16). Ovvero, è necessario "purificarsi", prima di partecipare all'Eucarestia (Come diciamo nei Riti di introduzione: "Fratelli, prima di celebrare i santi Misteri, riconosciamo i nostri peccati..!). L'Eucarestia, viene chiamata "Pane di Vita", poiché è la Vita stessa di Cristo, sotto forma di Pane, e chi se ne nutre con dignità, riceve la Vita all'istante. Un Antico Testo aramaico dei vangeli apocrifi, che qui mi piace citare, diceva: Avvicinati a Lui (Gesù), perché è Pane; se lo rispetti poco perché è Pane, stimalo molto perché è Vivo!" Dopo il gesto di Gesù, di "Spezzare il Pane", i primi Cristiani cominciarono a chiamare la loro Celebrazione Sacramentale: "Frazione del Pane", associando ad essa, in modo graduale, la prassi di iniziare a leggere passi della Legge e di Profeti, con gli scritti o le lettere degli Apostoli. Anche oggi, la nostra Celebrazione Eucaristica, contempla due "mense": quella della Parola (Ambone), e quella Eucaristica (Altare). Occorre, tuttavia, tanta Fede, per accostarsi all'Eucarestia, Pane di Vita eterna: "Se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno...!" (Gv 6, 51b). Anticipazione e preludio, nell'Antico Testamento, ne è stata la "Manna": "I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, e sono morti" (Gv 6, 49), perché cibo destinato al corpo, e sappiamo che il corpo è destinato alla morte; ma chi si nutre dell'Eucarestia, "Pane di Vita eterna", non morrà in eterno, perché nutrimento destinato alla Vita dell'Anima, e si sa che l'Anima non muore. Molti miscredenti vorrebbero vedere "fisicamente" il Sangue nel Calice, e Gesù materializzarsi nel Pane, ma così, la Fede, che fine farebbe? Non ci sarebbe nessun merito, nel credere alla Parola del Signore, anzi aumenterebbe la loro colpa, sarebbero davvero "rei", secondo la parola di San Paolo: "Essi sono dunque inescusabili, perché pur conoscendo Dio..., non gli hanno dato gloria, anzi hanno vaneggiato nei loro ragionamenti" (Rm 1, 21). L'Eucarestia, non è uno spettacolo a cui "assistere", è una "partecipazione" al Sacrificio di Gesù, per la nostra Salvezza, che ogni volta si rinnova, in modo misterioso, e chi vuole, lo crede per Fede. C'è chi ha saggiamente scritto che: "Dio ha scelto di dare abbastanza "Luce", a chi vuole credere, e abbastanza "Ombra", a chi non vuole credere. Grazie a tutti del paziente ascolto, e vi auguro una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 17/03/2023

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