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Mandatoriccio (Cosenza) - Nono comandamento


di DON MICHELE ROMANO - 9: "Non desiderare la donna d'altri". Dal momento che, nell'insegnamento biblico, mancare di "fedeltà", è considerato un atto impuro, questo nono Comandamento, può essere definito il completamento del sesto: "Non desiderare la moglie del tuo prossimo" (Es 20, 17). Il verbo: "non desiderare" ("In greco: "Epithymèin"), indica la pianificazione di un peccaminoso "progetto", per conquistare l'oggetto del desiderio, e ci rimanda ad un'attenzione psicologica intima, o a una costante concupiscenza (Pensiamo al celebre racconto del Profeta Daniele, con quei due - "falsi", quanto, "depravati" Anziani, che tentavano di sedurre Susanna (Ragazza "di rara bellezza e timorata di Dio"), con una passione frenetica ed insensata, senza alla fine riuscirvi, grazie all'intervento "ispirato" e provvidenziale di Daniele (Dn 13, 1- 64). Del resto, anche Gesù, nel Nuovo Testamento, ci ammonisce: "Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore" (Mt 5, 28). Il Signore ci comanda di "non desiderare", perché conosce bene le nostre debolezze, e il confine tenue tra desiderio e volontà. Si inizia col desiderio, poi si prosegue con la seduzione, poi si esegue l'atto (Come appunto fece il re Davide con Bersabea, moglie di Urìa l'Ittita - 2Sam 11, 2-4). Certe volte basta anche un solo sguardo "impuro", che subito subentra la malizia nella mente, che crea, attraverso la fantasia, un desiderio irrefrenabile, e si fa di tutto per soddisfare le brame del corpo. Per questo occorre essere prudenti e sobri, casti e semplici, proprio come i Bambini: "Distogli l'occhio da una donna avvenente, non fissare una bellezza che non ti appartiene. Per la bellezza di una donna molti si sono rovinati..., Non sederti accanto a una donna sposata..., perché il tuo cuore non corra dietro a lei e per la passione tu non vada in rovina" (Sir 9, 8-9). "Non desiderare la donna d'altri", significa anche, non ridurre la Persona: da "soggetto", ad "oggetto". Questo peccato, purtroppo, può verificarsi anche all'interno del Matrimonio, quando un coniuge desidera l'altro, non per Amore, ma come "strumento", per soddisfare la propria libidine. Il vero obiettivo del Comandamento, è la reciproca fedeltà dei Coniugi, sia nel pensiero che nel desiderio, per giungere ad una relazione di totale comunione e trasparenza tra di loro. La Prudenza, che è la prima delle quattro virtù Cardinali, ci aiuta a non sbagliare. Tante volte, gli occhi di una Persona, ci rivelano ciò che si nasconde dietro di lei. Ecco perché, solo chi ha "cuore puro" e "sguardo limpido", è capace di "vedere" Dio, nel suo Prossimo. Purtroppo, oggi, assistiamo ad una grave e preoccupante "caduta dei Valori", in maniera esponenziale, dove, ogni giorno, appunto, si registrano, ahimè, tante "vittime", di una concupiscenza e di una libidine imperante, con l'uso e l'abuso della "pornografia", ad ogni livello: Televisione, Internet, Facebook, Messaggi Wz...! A tal proposito, il Catechismo della Chiesa Cattolica, è chiaro: "La pornografia offende la castità, perché snatura l'atto coniugale, e lede gravemente la dignità di coloro che vi si prestano: attori, commercianti, pubblico..., poiché l'uno diventa per l'altro, l'oggetto di un piacere, finalizzato solo, ad un illecito guadagno" (CCC 2354). Accogliamo, invece, il "versante positivo" di questo nono Comandamento, che ci chiede di coltivare la "purezza interiore": Dei pensieri, degli sguardi, delle fantasie! È questa dimensione interiore, che dobbiamo coltivare: Questa purezza del cuore, che ci richiama alla Beatitudine evangelica: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio!" (Mt 5, 8). Continua...! A tutti, una serena giornata.


di A cura della Parrocchia "San Giuseppe" Mandatoriccio Mare | 01/03/2023

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