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Mandatoriccio (Cosenza) - Convertitevi


di DON MICHELE ROMANO - È con questo imperativo: "Convertitevi", che Gesù nel Vangelo di oggi (Mt 4, 12-23), dà inizio alla sua Missione nel mondo. Vuole capacitarci che, volendo,  possiamo recedere dal male, e che la via della Conversione, è possibile: "Il popolo che abitava nelle tenebre ha visto una grande luce, su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse" (Is 9, 1). Il Peccato ci immerge nelle tenebre, Cristo è la Luce del mondo, la Luce dell'Anima, che ritrova in Dio la grazia e la gioia di sentirsi amata! È questo il grande significato dei tanti miracoli operati da Gesù: "Conducevano a lui tutti i malati..., ed Egli li guarì" (Mt 4,24). Ma quante volte, purtroppo, ci ostiniamo nella nostra autosufficienza, camminando nelle tenebre, ritenendoci soddisfatti di noi stessi, convinti come siamo, di non aver bisogno di salvezza alcuna, impedendo così, di fatto, quella "conversione" che il Signore ci chiede, quale preludio ad una vera "Rinascita Interiore". Nella frenesia che caratterizza la nostra giornata, occorre "fermarsi", per poter "riconoscere" la sua voce, coltivando magari, momenti di preghiera contemplativa, per farci trovare "pronti" al suo arrivo! Lui è sempre alla nostra ricerca, scruta ogni giorno l'orizzonte dalla "terrazza del cielo", aspettando fiducioso il nostro ritorno di figli "prodighi"! Solo così, resteremo talmente "attratti" dal suo Amore, da decidere di seguirlo. Non cadiamo nell'errore di quel gruppo di Galilei, che obiettava a Nicodemo: "Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta" (Gv 7, 52b). I Galilei, venivano ritenuti uomini rozzi, ignoranti, e persino barbari, dagli abitanti di Gerusalemme e di tutta la Giudea. Ma Gesù, incurante di tutto ciò: predica, incontra, prega, e guarisce, diffondendo la sua Luce di Salvezza a tutti. Questa sua "Azione Missionaria", ("Gesù, abbandonò Nazareth..."), che connota il suo "universalismo salvifico", verrà poi accolta dalle grandi folle, che accorrevano a Lui, anche: da Gerusalemme e dalla Giudea, dalla Siria, dalla Decapoli, e da oltre il Giordano. Gesù non rimane fermo, va verso la gente, è Lui che si fa vicino, è Lui che compie il primo passo, Lui ci cerca anche "dentro" le nostre tenebre, è il vero "medico dell'anima e del corpo"! Allora chiediamoci: "Quale "ferita" in noi, non trova pace? Cosa sentiamo di chiedergli? Se per i Pastori, importanti sono stati gli Angeli, per i Magi la Stella, per gli Apostoli l'incontro con Lui...,sicuramente anche per noi sarà possibile questo "incontro di Luce" con Lui, che ci renderà più luminosi, anche nelle nostre Comunità Parrocchiali, in Famiglia, e sul posto di Lavoro. Possa questa "Domenica della Parola di Dio", istituita da Papa Francesco, nel 2019, costituire una grande opportunità, per sensibilizzarci e far crescere in ognuno di noi, quella assidua familiarità con le Sacre Scritture, per poter essere, ancor oggi nel mondo, credibili annunciatori della sua inesauribile ricchezza. Possa la Vergine Madre, Stella del mattino, accompagnarci in questo incontro con Cristo, Luce del mondo. A tutti, una serena "Domenica della Parola".


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 22/01/2023

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