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Corigliano Calabro (Cosenza) - Standing ovation per l’esordio affidato all’istrionico Emilio Solfrizzi


Un vero e proprio successo di pubblico per l’esordio de “La Rassegna L'AltroTeatro-On Stage Metropol”, sul palco dello Teatro Metropol di Corigliano-Rossano. Lunghi applausi per “Il Malato Immaginario” regia di Guglielmo Ferro, con Emilio Solfrizzi.

Evento patrocinato dal comune di Corigliano-Rossano, nell’ambito del cartellone unico della città “Il Teatro si fa in tre”. Organizzato in sinergia dalla società “L'AltroTeatro” e dal Teatro Metropol. Sul palco 8 appuntamenti all’insegna della grande drammaturgia senza dimenticare, però, il divertimento e il puro spettacolo. Prosa, dai grandi classici agli autori contemporanei e commedie questi gli ingredienti del cartellone ideato da il Metropol e da “L’AltroTeatro”.

Un grande allestimento e un omaggio al capolavoro di Molière in onore del quattrocentesimo anniversario dalla nascita del drammaturgo, con la regia di Guglielmo Ferro e uno straordinario Emilio Solfrizzi nei panni del protagonista Argante.

Un’intensa e divertente interpretazione del bravo attore che ha entusiasmato il pubblico, acclamata con una standing ovation al termine della rappresentazione.

Emilio Solfrizzi è il protagonista del nuovo allestimento de Il malato immaginario, spettacolo già diretto in passato dal regista Guglielmo Ferro. Un intreccio tra comicità e il teatro dell’assurdo. Qui il teatro come finzione, come strumento per dissimulare la realtà, fa il paio con l’idea di Argante di servirsi della malattia per non affrontare “i dardi dell’atroce fortuna”. Il malato immaginario ha più paura di vivere che di morire, e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi. Si ride attraverso la continua ricerca di rimedi e cure di medici improbabili che creano situazioni esilaranti. La tradizione, commettendo forse una forzatura, ha accomunato la malattia con la vecchiaia, identificando di conseguenza il ruolo del malato con un attore anziano o addirittura vecchio, ma Molière lo scrive per sé stesso quindi per un uomo sui 50 anni, proprio per queste ragioni un grande attore dell’età di Emilio Solfrizzi restituisce al testo un aspetto importantissimo. Il rifiuto della propria esistenza. La comicità di cui è intriso il capolavoro di Molière viene così esaltata dall’esplosione di vita che si fa tutt’intorno ad Argante e la sua continua fuga attraverso rimedi e cure di medici improbabili crea situazioni esilaranti. Una comicità che si avvicina al teatro dell’assurdo. Molière, come tutti i giganti, con geniale intuizione anticipa modalità drammaturgiche che solo nel ‘900 vedranno la luce.


di Redazione | 12/01/2023

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