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Mandatoriccio (Cosenza) - È nato!


di DON MICHELE ROMANO - Per il Figlio di Dio, "Signore dello Spazio" (San Girolamo), non c'è stato "Spazio", questa Notte, dove poter "riparare", ed essere accolto: "Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto" (Gv 1, 11), così dovette  nascere nell'umiltà di una stalla (Lc 2, 1-14). La Fede di questa Notte, ci porta a "riconoscere" Dio, presente in tutte le situazioni di sofferenza e di smarrimento. I passi di Giuseppe e Maria, nascondono i tanti passi di tantissimi nostri Fratelli, in preda alla disperazione, che sono costretti a partire, se non "fuggire" dalle loro terre, obbligati a separarsi dai loro cari, espulsi dalle loro case, rischiando la vita per terra o per mare, per sopravvivere ai potenti e agli Erodi di turno, tiranni senza scrupoli, che per sete di potere o per accrescimento delle loro ricchezze, non si fanno problema alcuno a versare, ancora oggi, il "sangue innocente" ! Ma Dio, per realizzare la "Sua Storia", non sceglie i potenti, bensì gli umili e i poveri: Maria, Giuseppe, i Pastori, e l'insignificante borgata di Betlemme (Una vera marginalità, un decentramento, rispetto ai centri del potere politico e religioso). Gesù viene alla luce per un meraviglioso e salvifico progetto di Dio, e deposto in una mangiatoia, in un giaciglio di paglia, proprio come un figlio di persone "escluse" dall'ospitalità, di poveri Pellegrini in cerca di una dimora. Messo così, ma chi poteva riconoscerlo? La scelta dell'Angelo di rivolgersi a un misero gruppo di pastori, tra l'altro, considerati "impuri" per quel tempo, esclusi da ogni relazione sociale, ecc., ci ricorda che la povertà e l'umiltà saranno sempre, i criteri essenziali per discernere e riconoscere, la presenza di Dio in mezzo a noi. Ancora oggi, in tanti, si scandalizzano di questa Verità ! Come del resto L'Antico Israele, perché vedono deluse le loro attese, sempre alla ricerca spasmodica di segni e prodigi, quasi a chiedersi: Ma dov'è la potenza di Dio? "Per noi cristiani, Dio si è manifestato nel legno di una mangiatoia, per nascere, e si farà vedere sul legno di una croce, per morire" (E. Bianchi). Solo Gesù, che ha saputo condividere tanta sofferenza con la sua venuta nel mondo, oggi, dà a tutti, il vero "documento di cittadinanza" nel Suo Regno: "Dio infatti, non ha mandato il figlio nel mondo, per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui" (Gv 3,16-17). Il Santo Natale, pertanto, rimane "la prova Suprema dell'Amore di Dio per gli uomini" (Tt 3, 4). Quale dunque, la nostra risposta? Siamo soliti ripetere che: "Amor, con amor si paga"! La gratitudine, sarà allora, l'ornamento più bello, attorno ad ogni Presepio. L'Amore, dirà il sommo Poeta, Dante Alighieri: "Amor, ch'a nnullo amato, amar perdona", ovvero: Chi si sente amato, non risparmia di riamare a sua volta"! Ma attenti, Gesù, ci chiede che questo nostro Amore, si traduca in gesti concreti di accoglienza, soprattutto verso i più poveri ed i sofferenti, convinti che: quanto diamo o facciamo loro, fosse anche un piccolo, ma concreto aiuto, una parola buona, una visita, un semplice sorriso..., l'avremo dato e fatto a Lui ! È proprio questo, che rende gioioso, vero, e pregno di significato, Il Natale di Cristo Signore! Perciò, Auguri a tutti, di vero cuore, Auguri che possano arricchire la nostra vita, di Luce e di Pace. Buon Natale. 


di Redazione | 25/12/2022

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