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Mandatoriccio (Cosenza) - Gaudète, il Signore è vicino


di DON MICHELE ROMANO - In questa Domenica, III di Avvento, la Chiesa, ci regala un anticipo, di quella che sarà la "pienezza" della Gioia, per il Santo Natale di Gesù, e per questo è chiamata Domenica "Gaudete", Domenica della "Gioia", perché è tutto l'Avvento orientato a una Gioia che viene. Oggi, il brano Evangelico (Mt 11, 2-11), ci conferma che Gesù, pur essendo stato mandato dal Padre per la nostra salvezza, nella sua Persona e nella sua Vita, tutto costituisce "scandalo": "...Ed era per loro motivo di scandalo" (Mt 13, 57a). Anche Giovanni Battista, è stato, per così dire, protagonista di una clamorosa delusione, "deluso", cioè, nelle sue attese di un "Messianismo politico", che prevedeva l'arrivo di un Dio fustigatore e vendicatore (Mt 3, 7-10). Ecco perché la sua fede, ha conosciuto delle esitazioni: "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?" (v 3). Gesù, non entra assolutamente in polemica con Giovanni, ma risponde con i fatti, tracciando le coordinate del suo Messianismo: non saranno quelle del giustiziere, ma quelle del medico, citando le sei azioni misericordiose, annunciate già dal profeta Isaia: "Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete..." (vv 4-5). Dio è Amore, ed in Gesù, il suo Amore viene offerto a tutti gli uomini. Gesù vuole salvarci mediante la Passione e la Croce, e purtroppo questo la ragione umana non riesce proprio a comprenderlo, come sia possibile che tutto questo cioè, avvenga per mezzo di un Cristo umiliato, sofferente, e crocifisso. Solo nella fede, lo Spirito di Dio, ci permetterà di superare lo "scandalo" della Croce, e "riconoscere in essa la Suprema Sapienza" (1Cor 1-25). Gesù, conosce il cuore di ogni uomo: del resto gli stessi Apostoli restano esterrefatti di fronte all'annuncio della sua Passione: "Dio te ne scampi Signore, questo non ti accadrà mai" (Mt 16, 22s). Per questo ci pone nella condizione di optare per Lui o contro di Lui: "Beato è colui che non trova in me motivo di scandalo" (v 6). Il Battista, oggi, ci insegna a rafforzare la nostra fede, con l'umiltà: "Non sono degno di slegare il laccio del sandalo" (Gv 1, 27); "Lui deve crescere; io, invece diminuire" (Gv 3, 30); anzi gioisce, considerandosi solamente "amico dello sposo: ora, questa mia gioia è piena" (Gv 3, 29). Nondimeno, come ci ricorda anche l'apostolo Giacomo, per entrare in questo grande Mistero della Fede autentica, sono necessarie, anche la calma e la pazienza: "Siate costanti, fratelli miei...; Prendete a modello di sopportazione e costanza i profeti" (Gc 5, 7.10). Aspettiamo allora, anche noi, con pazienza, l'arrivo del "Veniente", con un'attesa che deve vederci operativi e fruttuosi, ferventi nel fare il bene, con opere di carità e di amore verso il prossimo. Questo è il grande insegnamento del Natale: cambiare mentalità, "svuotarci" di tutte quelle idee, che fino a ieri, hanno solo riempito il nostro "Ego": le mode, il materialismo, i desideri malsani, ecc.! Ecco perché paradossalmente, rischiamo che a Natale, ancora oggi, Dio, "Signore dello Spazio", non troverà più spazio "nell'albergo del nostro cuore", perché tutto pieno di noi stessi, e di conseguenza non ci sarà "spazio" per Lui. Ma la nostra vera gioia,  consiste in "altro": accoglierlo con l'animo dei semplici e degli ultimi: "Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo" (Lc 2, 10). Buona Domenica della Gioia. 


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 11/12/2022

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