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Mandatoriccio (Cosenza) - Convertitevi!


di DON MICHELE ROMANO - Oggi, seconda Domenica del Tempo di Avvento, Matteo, nel suo Vangelo (Mt 3, 1-12), ci presenta l'austera figura di Giovanni il Battista. È lui che ha riconosciuto per primo Gesù, "sussultando di gioia nel grembo di sua Madre" (Lc 1, 44); È lui che ne ha preannunciato la venuta: "Ecco l'Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo" (Gv 1,29). Una "Missione" di tale importanza, che fa del Battista "il più grande dei Profeti, nati da donna" (Lc 7, 28). Precursore di Gesù, è fedele alla sua missione, non solo con le parole, ma con tutta la sua vita: il suo martirio prefigura, infatti, la Croce di Gesù (Mc 6, 17-29). Nel Vangelo vengono delineate, con grande precisione  anche le coordinate spazio-temporali della sua predicazione: "Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano, accorrevano a lui, e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati" (vv 5-6). Questo per dirci, che Dio è entrato nella storia dell'umanità, in modo "concreto". Il Cristiano, ci ricorda Papa Francesco, "è testimone non di una "Teoria", ma di una Persona: Cristo Risorto, vivente ed unico Salvatore di tutti". Eppure, anche Giovanni, il più grande dei Profeti, e anche il più integro, ed il più dedito alla sua missione, è colto di sorpresa dall'agire di Dio in Gesù, perché la sua maniera di comprendere come avrebbe agito il Messia, alla fine non corrisponde con quella che Dio sceglierà! Il Gesù di Giovanni, "sarebbe dovuto venire con una scure ed eliminare chi non porta frutto"; "Tenere in mano la pala e pulire la sua aia, raccogliere il suo frumento nel granaio e bruciare la paglia con un fuoco inestinguibile"
(vv 30.12). Il Vangelo, invece, ci mostrerà che Gesù ha agito esattamente in maniera opposta: Non è venuto con la scure, ma è venuto con la zappa e con il concime (Lc 13, 6-9); Non è venuto a "tagliare", ma a curare e a far crescere; Non è venuto per giudicare e condannare, ma per consolare e guarire! In tutto questo, Giovanni diventa "metàfora" di noi tutti, che di fronte al male, di fronte a coloro che peccano indisturbati, ed agiscono ingiustamente, reclamiamo dal Signore una giusta punizione, come fa Giovanni, alla vista dei farisei ipocriti: "Razza di vipere..."! Mentre a noi piace il ruolo di "Giustizieri", Gesù predilige il rimando della punizione, confidando sempre nel nostro "Ritorno a Lui": "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino". Invito, che non solo rappresenta la sintesi dell'Annuncio "Profetico" del Battista (Tempo ultimo per la "Conversione"), come attestato dalla citazione di Isaia: "Voce di uno che grida nel deserto. Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!" (Is 40,3), ma è altresì, un pressante invito, che sarà ripreso dallo stesso Gesù (Mt 4, 17). Il Signore ha deciso di darci un tempo "ulteriore", confidando nella nostra Conversione, perché Lui non prova gioia nella morte, infatti ci ha Creati per la vita, ed il fuoco con il quale viene, è lo Spirito Santo, che è riversato nei nostri cuori, per trasformarli da cuore di pietra, in cuore di carne. Anche noi, pertanto, siamo invitati a ritornare a Lui. Il nostro "fiume Giordano", ci ricorda il Battista, potrebbe essere l'Eucaristia domenicale, per trovare la forza di riempire gli "avvallamenti" dei nostri scoraggiamenti, e delle nostre debolezze, rimuovendo altresì, le tante "montagne" del nostro orgoglio..., solo così riusciremo "a spianare la strada e a raddrizzare i suoi sentieri" (Lc 3, 4). Ma in tutto questo, occorre la nostra fattiva collaborazione, e Sant'Agostino ce lo ricorda: "Chi ti ha creato senza di te, non ti salverà senza di te". In questo tempo di Avvento, prepariamoci ad accogliere Gesù, facendoci anche noi "piccoli", come Lui nella mangiatoia di Betlemme. Solo così, sapremo riconoscerlo in tanti fratelli, che ogni giorno, lottano e sperano in un mondo nuovo, ricco di giustizia e di pace. Buon cammino d'Avvento.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 04/12/2022

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