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Mandatoriccio (Cosenza) - I.N.R.I.


di DON MICHELE ROMANO - Questa XXXIV Domenica del T.O., conclude l'Anno Liturgico (Anno C), con la Solennità di "Cristo Re dell'Universo!" Una Festa istituita da Papa Pio XI, nel 1925, che vede Cristo "centro" della Creazione, "generato prima di ogni creatura" (Col 1,15), e "per mezzo del quale tutte le cose sono state create" (Col 1,16), ma una Festa che sembra contraddire la sovranità che stiamo celebrando: 'Un Re in Croce'. Il Vangelo di oggi (Lc 23, 35-43), ci presenta Gesù -  "Maestro", che ci impartisce, proprio dall'alto della Croce "Trono di Grazia", il grande insegnamento del 'Perdono', che con le sue braccia allargate, sul legno della Croce, abbraccia tutti: Popolo che grida contro di lui, e ora sta a vedere; i Capi che lo scherniscono; Soldati che lo deridono; Ladrone che lo insulta. Gesù è consapevole di compiere, così, la volontà del Padre. Solo in questa sua grande Misericordia, può garantire il paradiso anche al buon ladrone. È bastata quell'umile preghiera: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno" (v 42); immediata la risposta: "Oggi sarai con me nel paradiso (v 43). È solo dall'alto di questa "Cattedra", la Croce, appunto: "Scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani, ma per chi crede è potenza, sapienza di Dio" (1Cor 1, 23-24), che Egli rivela la sua vera divina grandezza, la sua Regalità, e la sua Signoria: "Regnare è servire" - "Servire è amare"! Rispondendo alla domanda di Pilato: "Dunque tu sei re?" (Gv 18, 37a), dove Gesù risponde con disinvoltura: "Tu lo dici: io sono re" (Gv 18, 37b), capiamo come il suo Regno, non si allinea alle logiche della regalità umana, ma diventa, nella "kènosi" dell'Incarnazione, espressione di quell'Amore che raggiunge tutti gli uomini, in particolare: i sofferenti, i poveri, e gli emarginati. Una "Regalità", quella di Cristo, che vuole favorire la stessa riconciliazione dell'uomo: con la sua croce ha pagato il prezzo del nostro riscatto, mettendoci in condizioni di meritare la vita e la salvezza, divenendo, in tal modo, il nostro Redentore. Un Re sulla croce: "Collocazione provvisoria", è il nostro Re, che darà prova della sua Divinità, risorgendo il mattino di Pasqua, invitando noi tutti, a prendere parte nel suo Regno di Amore, e di Verità, Giustizia e Pace. Questo è il motivo che fa di noi, gli eterni cantori della sua bontà, che ci fa gridare (Al positivo): "Noi vogliamo che Costui regni su di noi". La "Regalità di Cristo", non è solo per i Giudei ("I" - Iesus= Gesù; "N" - Nazarenus= Nazareno; "R" - Rex = "Re"; "I" Iudeorum= dei Giudei), ma è per tutti: "Chiunque, è dalla Verità..., Ascolta la mia voce" (Gv 18, 37c) Ecco, oggi viene chiesto anche a noi, di "riconoscere" Gesù, quale nostro "Re", ma non certamente dicevamo, secondo le prospettive del nostro mondo  basate, purtroppo, su logiche di potere, di arroganza, e di umiliante supremazia, bensì nella luce di una nuova prospettiva: riconoscendolo Re dei nostri cuori, Re di Verità, Re di un regno di Salvezza! Sperimentiamo, nella nostra vita, il fascino di questa grande Verità: "Solo Cristo, può dare "senso" alle cose che facciamo, solo Lui può "condurci" in Cielo, per condividere eternamente la
Gloria del suo Regno. Una santa Domenica.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 20/11/2022

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