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Mandatoriccio (Cosenza) - "Salire e scendere"


di DON MICHELE ROMANO - Oggi nel Vangelo (Gv 1, 47-51), Gesù, vedendo Natanaèle che gli veniva incontro, in modo così aperto e disponibile, lo previene e lo saluta: "Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità" (v 47). Secondo alcuni, Gesù ha chiamato "Israelita" Natanaèle, cioè degno del nome di Israele, perché pienamente rispondente al suo significato. Infatti "Israelita" significa: "colui che vede Dio". Ed è a lui, che viene anche promessa la visione degli "Angeli di Dio, salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo"(v 51). Anche se Gesù incontra per la prima volta, Natanaèle, dimostra di conoscerlo bene, perché "egli conosce tutti" (Gv 2, 24b), e sa cosa c'e nel cuore dell'uomo: "Egli infatti conosceva quello che c'è nell'uomo" (Gv 2,25b). Gesù dà anche una prova di conoscerlo bene: "Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi" (v 48b). Sedere sotto il fico, era tipico dei Rabbini, per meditare ed insegnare la Scrittura. Da questo capiamo che Natanaèle è un uomo applicato allo studio della Scrittura, che cerca e attende la venuta del Messia. Così, toccato nell'intimo del suo cuore, per la conoscenza che Gesù ha di lui (Nota solo a Dio), riconosce in lui il Messia ed esclama: "Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele" (v 49). Ricco di questa Fede, Natanaèle è pronto a ricevere un ulteriore rivelazione di Gesù, che gli dice: "Vedrai cose più grandi di queste" (v 50b). Parlando della continua rivelazione del Padre, riferisce di un movimento di "salita e discesa" degli Angeli, richiamando Il sogno di Giacobbe: "Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa" (Gen 28, 12). Il "salire e scendere", è un chiaro riferimento alla realtà umana e divina di Gesù. Lui è la Rivelazione del Padre, ed è il punto di unione tra Cielo e terra. Con la sua Croce, è divenuto Il mediatore tra Dio e gli uomini, è la nuova Scala di Giacobbe, di cui Dio ci serve per dialogare con l'uomo. Oggi la Chiesa, fedele alla tradizione biblica, ci invita a pregare gli angeli e in particolare tre, tra i presenti nella Scrittura: Michele ("Chi è come Dio?"), è L'Arcangelo che sorge contro Satana e gli altri demòni (Ap 12, 7), difensore degli amici di Dio (Dn 10, 13.21), e protettore del suo popolo (Dn 12,1); Gabriele ("Forza di Dio"), che sta davanti a Dio (Lc 1, 19), rivela a Daniele i segreti del piano di Dio (Dn 8, 16), annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista (Lc 1, 11-20), e a Maria quella di Gesù (Lc 1, 26-38); Raffaele ("Dio ha guarito"), anch'egli fra i sette angeli che stanno davanti al trono di Dio (Ap 8, 2), accompagna Tobia nelle peripezie del suo viaggio e gli guarisce il padre cieco. In tal modo Dio, annuncia la presenza dei suoi angeli, anche accanto a ciascuno di noi: l'Angelo che chiamiamo "Custode". Impariamo da questa piccola riflessione, che gli Angeli, non solo danno Gloria a Dio, ma lo servono anche a nostro beneficio. Esprimiamo pertanto a Dio, tutta la nostra gratitudine, pregando ogni giorno il nostro Angelo Custode! Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 29/09/2022

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