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Crosia (Cosenza) - Partecipazione anche dalla diocesi rossanese al XXVII Congresso Eucaristico nazionale


di DON GIUSEPPE DE SIMONE - “Torniamo al gusto del pane”, è proprio questo il simpatico titolo del XXVII Congresso Eucaristico nazionale che si è svolto a Matera dal 22 al 25 settembre scorso e che ci ha ricordato ed insegnato che questa Città antichissima non è solo la Città dei Sassi, ma anche quella del pane, la cui storia ha segnato l’umanità fin dai tempi più remoti. Anch'io ho avuto la grazia e la gioia di vivere questa esperienza, insieme agli altri delegati della nostra Diocesi di Rossano-Cariati (don Tonino Longobucco, Fausto Morini  e sua moglie Rosaria Comite), “gustando” anche il pane fragrante e saporoso di Matera, già dal primo giorno, come “segno” offerto a tutti i partecipanti fin dalla celebrazione iniziale. Sia le relazioni che i relativi laboratori o tavoli sinodali, vissuti in diverse Parrocchie della Città - quella in cui siamo stati accolti noi, insieme ad altri delegati, è stata quella di “S. Giuseppe Artigiano” -  sono stati intonati a questo tema. A cominciare dalla meditazione di venerdì 23 settembre, guidata da Mons. Gianmarco Busca, Vescovo di Mantova dal titolo : “Il gusto buono del nostro Pane. Dall’altare alle tavole della vita”. In essa in un modo accessibile e chiaro Mons. Busca ci ha fatto attraversare le diverse tavole presenti nell’Antica e nella nuova Alleanza : la tavola della creazione, la tavola del Signore, la tavola del mondo, la tavola preparata  nel Regno di Dio. Quella del giorno dopo, curata dalla Prof.ssa Giuseppina De Simone, docente di Filosofia della Religione e Teologia Fondamentale a Napoli, è stata altrettanto avvincente e significativa perché ci ha fatto ripercorrere la storia del pane, che attraversa la storia di tutta l’umanità, precisando la relazione tra Chiesa, sinodalità ed Eucaristia. Altri momenti forti ed intensi sono stati la Via Lucis, guidata dall’Arcivescovo di Matera Mons. Giuseppe Caiazzo e presieduta da mons. Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena-Nonantola, che ha attraversato la zona famosa dei Sassi, culminando nella Piazza S. Pietro Caveoso, ma anche le adorazioni eucaristiche permanenti in varie Chiese della Città. Ma come non fare riferimento anche alla lunga processione eucaristica di sabato pomeriggio che dalla Chiesa S. Pio X, in una zona nuova dell’abitato, attraversando alcune vie centrali della città, è giunta nella storica Chiesa di S. Francesco di Assisi. Per coloro che hanno voluto e potuto prendervi parte c’è stata anche la serata culturale conclusiva del Congresso, animata da gruppi musicali ed artisti italiani e locali, che hanno evidenziato con i loro interventi  musicali e le loro riflessioni la bellezza e il gusto del pane, ma anche degli altri elementi vitali essenziali (terra, acqua, fuoco) da cui scaturisce il dono del pane, che per noi è il pane eucaristico. Naturalmente è stato più volte sottolineato che non ci si può fermare solo al significato celebrativo e di adorazione, ma che l’Eucaristia (pane/corpo spezzato e sangue versato) diviene vita quotidiana ed impegno sociale del cristiano, che sa riconoscere il volto di Gesù in quello del fratello e della sorella che incontra sulla sua strada. La giornata finale, vissuta domenica 25 settembre, che ha visto la presenza di Papa Francesco per la Celebrazione eucaristica, concelebrata da circa un centinaio di Vescovi e diverse centinaia di sacerdoti giunti dalle varie Diocesi italiane (175), presieduta dal Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, in uno stadio comunale stracolmo di 12.300 fedeli, ha dato la misura e la bellezza di questo evento di Chiesa, che si inserisce molto bene nel cammino sinodale della Chiesa italiana. Sottolineo solo alcuni passaggi dell’omelia del S. Padre, che ha sintetizzato molto bene il messaggio del Congresso eucaristico, commentando i testi biblici della XXVI domenica del tempo ordinario ed in particolare la parabola del ricco epulone, che non ha nome, e del povero Lazzaro. “E’ doloroso vedere che questa parabola è ancora storia dei nostri giorni, ma le ingiustizie, le disparità, le risorse della terra distribuite in modo iniquo, i soprusi dei potenti nei confronti dei deboli, l’indifferenza verso il grido dei poveri, l’abisso che ogni giorno scaviamo generando emarginazione, non possono lasciarci indifferenti”. E poi ha fatto conoscere la sua visione : “Sogniamo una Chiesa eucaristica, fatta di donne e uomini che si spezzano come il pane per tutti coloro che masticano la solitudine e la povertà, per coloro che sono affamati di tenerezza e di compassione, per coloro la cui vita si sta sbriciolando perché è venuto a mancare il lievito buono della speranza. Una Chiesa che si inginocchia davanti all’Eucaristia e adora con stupore il Signore presente nel pane, ma che sa anche piegarsi con compassione dinanzi alle ferite di chi soffre, sollevando i poveri, asciugando le lacrime di chi soffre, facendosi pane di speranza e di gioia per tutti. Perché non c’è un vero culto eucaristico senza compassione per i tanti “Lazzaro” che anche oggi ci camminano accanto”. E poi un appello finale : “Ritorniamo a Gesù, ritorniamo all’Eucaristia e all’adorazione, torniamo al gusto del pane, perché mentre siamo affamati di amore e di speranza, o siamo spezzati dai travagli e dalle sofferenze della vita, Gesù si fa cibo che ci sfama e ci guarisce… Gesù ci dona il pane della condivisione e ci manda ogni giorno come apostoli di fraternità, di giustizia e di pace. Torniamo al gusto del pane per essere Chiesa eucaristica, che mette Gesù al centro e si fa pane di tenerezza e di misericordia per tutti”. Matera si è rivelata veramente citta del pane, ma anche città di fede e di carità, pensando anche a tutti volontari delle varie associazioni e gruppi ecclesiali, che hanno permesso la realizzazione di questo evento storico non solo per la Città, ma per tutto il Sud e l’intera Italia. La giornata lucana del Papa si è conclusa con un fuori programma, la visita e la benedizione alla Mensa della fraternità, intitolata ad un benemerito parroco di Matera che ha dedicato tutta la sua vita ai poveri e ai bisognosi, Don Giovanni Mele, morto nel 2004. Tale struttura accoglie circa 100 persone al giorno e diviene il “segno” concreto e vivo del Congresso eucaristico nazionale svoltosi in questa città.


di Redazione | 28/09/2022

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