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Mandatoriccio (Cosenza) - "L'ascolto della Parola, ci rende Familiari di Dio"


di DON MICHELE ROMANO - L'episodio riportato dal Vangelo di oggi (Lc 8, 19-21), è davvero singolare, ci propone una essenziale considerazione sul nostro rapporto personale e profondo con il Signore Gesù.
A chi gli annunciava la presenza dei suoi familiari: "Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti" (v 20), Lui risponde in maniera, apparentemente, sconcertante: "Mia madre e i miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica" (v 21). Con queste parole, Gesù non rinnega affatto i legami affettivi con la madre e gli altri familiari. Tuttavia, nella esegesi del testo, non deve sfuggirci una indispensabile constatazione!  È vero che i "parenti" si avvicinarono a Lui, ma questo non bastò, perché c'è una "folla", che si frappone fra loro e Gesù: "Non potevano avvicinarlo a causa della folla" (v 19b): Una folla imprecisata, di "stranieri", che sono con Lui per ascoltarlo e seguirlo. I "parenti", quindi, se vogliono incontrarlo, devono entrare in quella folla di discepoli  che per loro sono "estranei", ma che in realtà il Vangelo ci presenta, come i veri parenti, perché lo ascoltano e gli obbediscono. Viene a contrapporsi così, una parentela secondo lo Spirito, ad una secondo la carne. In questo consiste la "buona notizia" del Vangelo: Tutti gli "estranei", sono chiamati ad essere familiari di Dio, nella sua misericordia. Qui trova il suo fondamento la nostra fraternità: L'ascolto dell'unica Parola di misericordia del Padre, che ci rende tutti suoi figli, fratelli di Gesù  e tra di noi: "Così, dunque, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio" (Ef 2, 19a). A questo punto, converrebbe chiederci: Nella nostra quotidianità, ci sforziamo di vincere gli ostacoli  che incontriamo nel momento in cui cerchiamo di avvicinarci alla Parola di Dio? Dedico ogni giorno, qualche minuto, per leggere, ascoltare, e meditare, la Sacra Scrittura? Tuttavia, sappiamo che non basta ascoltare la Parola, è necessaria adempiere e compierLa, se vogliamo essere membri della Famiglia di Dio. Occorre mettere in pratica quando Essa ci dice. Questa risposta dell'uomo, a Dio che si rivela, nella Sacra Scrittura, è chiamata: "Obbedienza alla Fede". In un tempo, il nostro, in cui si coglie la tendenza socio- culturale, a distruggere la famiglia, ed averne una concezione piuttosto pessimistica, Gesù ci invita ad entrare nel mistero delle relazioni comunitarie, più ampie degli stessi legami familiari. Anche se abbiamo avuto una triste esperienza familiare, possiamo sempre fare una splendida esperienza di Comunità, creando nuovi rapporti e legami fondati sulla Roccia, che è la Parola del Maestro. È un messaggio, di profonda inclusione, ci provoca a ripensare all'amore, al rispetto, all'ascolto, che ci regala l'esperienza di Chiesa e ci esorta ad essere fieri di questa appartenenza, dove la Fede ci accomuna tutti. È bello sapere che "Qualcuno" ci ama, e che siamo "concittadini dei Santi e familiari di Dio" (Ef 2, 19). Una serena giornata.


di Parr. S. Giuseppe Mandatoriccio Mare | 01/09/2022

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Mandatoriccio: "In Verbo tuo, laxàbo"

Cosenza, 01/09/2022
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